Sisma Emilia, accendiamo i riflettori sulle cause, l’intensità del sisma e lo strano fenomeno della liquefazione della sabbia.


 

Cavezzo, 16  giugno 2012

Quando si dice la coincidenza. Era il 17 febbraio scorso quando il Governo autorizzò test geologici nel sottosuolo dei comuni di San Felice sul Panaro, Crevalcore, Camposanto, Medolla, Mirandola, Finale Emilia, volti a verificare la possibilità di costruzione di un enorme deposito sotterraneo per il GAS, capace di stoccare circa 3,2 miliardi di metri cubi di metano a una profondità di 2.550 – 2.800 metri.

Un investimento importante (si parla di 300 milioni di euro) che, in periodo di crisi, diventava seducente per i 1.300 nuovi posti di lavoro che avrebbe creato. Gli stessi comuni ove si sono rilevati gli epicentri dei terremoti.

E, guarda caso,  il 1 giugno, una comunicazione diffusa dalla agenzia Reauters segnala che il Ministero dello Sviluppo economico ha avviato le procedure di rigetto del progetto di stoccaggio del gas presentato dalla Erg  Rivara in provincia di Modena. “La decisione – che chiude un lungo e complesso iter valutativo – tiene conto di specifiche valutazioni tecniche e geologiche che configurano una sostanziale non idoneità del sito”, si legge nella nota.

Tali valutazioni sono state “confermate anche dalla delibera del 24 aprile 2012 con cui la Regione Emilia-Romagna ha espresso formalmente parere negativo rispetto alla necessaria intesa per la prosecuzione dell’iter”.

Parlando, proprio oggi, con un volontario della protezione civile, il dubbio sulla intensità reale e quella dichiarata viene nuovamente messa in discussione. Un marcantonio di oltre 90 kg  mi racconta come, la scossa del 29 maggio scorso, mentre era in procinto di avviarsi verso il mezzo che l’avrebbe condotto a fare dei sopralluoghi di staticità, l’avrebbe fatto cadere a terra. Può una scossa inferiore a 6 gradi fare cadere a terra una persona? Allora potrebbe essere vero che l’intensità del sisma fosse superiore a 7 come alcune “veline” lanciate in rete dichiaravano già a pochi giorni dal primo evento del 20  maggio? La questione non è di poco conto. Non è per entrare nella speciale classifica dei terremoti, ma un fattore economico ben preciso. Infatti, sotto i 6 gradi, i risarcimenti che dovessero essere erogati dallo Stato andrebbero a coprire il 70% del valore del danno, mentre, con intensità maggiore di 6 gradi, il valore del risarcimento sarebbe del 100%.

Un bel “gap” economico di risparmio per lo Stato ma un furto per i danneggiati dal sisma che, fino a prova contraria, sono essi stessi componenti di questo Stato, sempre meno rappresentativo della sua cittadinanza.

Infine, ma non per ultimo, il terzo fattore di stranezza che questo sisma  emiliano si addossa: il fenomeno della “liquefazione della sabbia”. Per tutta la  prima settimana nessun “media” ne divulgò notizia, seppure, gli amici e conoscenti della zona, ci raccontassero di questo stranissimo fenomeno. Sabbia che usciva dalle viscere della terra e andava ad occupare giardini , scantinati e campi coltivati.

Credo che gli elementi per indagare a fondo ci siano. Non possiamo ignorare una simile massa di stranezze e coincidenze come quelle che si sono verificate in questa occasione e che riassumiamo:

1. gli epicentri dei fenomeni sismici non hanno seguito una linea retta ma “zigzagato” tra i vari comuni.

2. La zona interessata al fenomeno rientra nelle zone indicate per la costruzione di “depositi sotterranei di Gas Metano” e a presunte operazioni di “fraking?;

3. l’intensità del sisma ufficialmente dichiarata non corrisponderebbe alla realtà;

4. il fenomeno della liquefazione della sabbia. Una stranezza e come tale un inquietante interrogativo.

Andremo ad indagare ma vorremmo che l’indagine la seguisse chi, dalle indagini, percepisce uno stipendio.

 

 

di Lamberto Colla

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