Editoriale. Il vento di crisi si intensifica: 3 mesi e scoppierà un uragano?


 

Parma, 23  giugno 2012

A lanciare l’ultimatum è la numero uno del Fondo Monetario Internazionale, Cristine Lagarde, la quale il 12 giugno scorso in piena tempesta ellenica, ammonisce i politici europei a prendere decisioni forti e unanimi per uscire dalla crisi ammonendo, tra l’altro,  a non eccedere sul rigore perchè è serio il rischio di recessione. 

Recessione che,  almeno per l’Italia, sta manifestando segnali preoccupanti e confermati anche dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nella relazione annuale dello scorso 31 maggio  “[…] Secondo le previsioni di consenso, nella media di quest’anno e del prossimo il prodotto dell’area dell’euro registrerebbe un lieve incremento. Per l’Italia il 2012 non potrà che essere un anno di recessione, per le incertezze finanziarie e le drastiche, pur se indispensabili, misure di correzione del bilancio pubblico. In scenari non troppo sfavorevoli la caduta del prodotto può essere contenuta intorno all’1,5 per cento”.

Non sono necessarie altre fonti di sostegno al riguardo, tutti noi, avvertiamo il clima sfavorevole, vediamo i negozi chiudere e molto meno affollamento ai supermercati.

La contrazione degli acquisti voluttuari si è inasprita e l’attezione ai prezzi e ai prodotti alternativi alla “Marca” è divenuta una costante quotidiana.

SHOPPING? NO GRAZIE.

Ai Baby Boomer, ovvero i nati nel periodo di “boom” economico compreso tra il 1951 e il 1976, è stato dedicata la ricerca monografica dell’annuale studio sul risparmio e le scelte finanziarie realizzate da Centro Einaudi e da Intesa San Paolo. Queste generazioni, spesso accusate di essere degli spendaccioni e di avere sottratto le risorse alle generazioni future, al contrario di ogni aspettativa, stentano a risparmiare e il loro l’obiettivo è di mettere da parte i soldi per i figli. Il ritratto che ne esce  si discosta totalmente dallo sterotipo dello spendaccione e amanti dello shoppin;. al contrario risentono fortemente della crisi. L’1% ha perso il lavoro negli ultimi 12 mesi, il 28% ha rinviato l’acquisto della casa e il 22% sta cercando una attività sostitutiva o integrativa. Per il 30% dei baby boomer il “Risparmio è un lusso che non ci si può permettere”. Più in generale, l’indagine mette in evidenza come i risparmiatori abbiano raggiunto il minimo storico dal 1983 ad oggi: chi non riesce a mettere da parte nulla è il 61,3% del campione totale.

Purtroppo, è mia personale considerazione, siamo solo all’inizio della crisi. verranno, presto tempi ancora peggiori. Dal Mancato risparmio, queste generazioni, passeranno presto a intaccare, se non l’hamnno già fatto, i lori risparmi e quelli ricevuti in eredità dai genitori i quali avevano, col loro sudore, ricostruito l’Italia e contribuito a farla divenire, in berve, la quinta potenza industriale del mondo.

Altro che SHOPPING CONVULSIVO!

I SUMMIT INCONCLUDETI

In compenso, i vari capi di governo continuano a inflazionare il mondo di Summit inconcludenti. Dal Messicano “G20” del 19/6, al quadrilatero europeo romano del 22/6 per concludersi il prossimo 29/6 con la riunione dei leader europei a Bruxelles.

Parole, parole, parole, scambi di frecciatine e proclami “farsa” di convergenze sulla necessità di lavorare per la crescita per uscire dalla crisi. Vedremo come andrà a finire. Per noi italiani, aumenterà l’IVA, l’IMU è già accantonata, così come tutta una serie di accise sui carburanti.  E .. lo sviluppo può attendere!

di Lamberto Colla

 

 

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