UE: Gli Stati membri devono rimborsare alla Commissione 426 milioni di euro di spese della Pac

Roma, 26.06.2012

Nell’ambito della cosiddetta procedura di liquidazione dei conti, la Commissione europea ha chiesto la restituzione di fondi della politica agricola dell’Ue indebitamente spesi dagli Stati membri per un totale di 436 milioni di euro. In virtù della recente decisione della Commissione, saranno recuperati fondi dai seguenti Stati membri: Danimarca, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Regno Unito.

Nell’ambito della cosiddetta procedura di liquidazione dei conti, la Commissione europea ha chiesto la restituzione di fondi della politica agricola dell’Ue indebitamente spesi dagli Stati membri per un totale di 436 milioni di euro. In realtà l’impatto finanziario è inferiore: restano infatti da rimborsare 426 milioni di euro, dato che una parte di questi fondi è già stata recuperata. I fondi riconfluiranno nel bilancio dell’Unione a seguito di infrazioni alle norme Ue o di inadempienze nelle procedure di controllo della spesa agricola. Se infatti gli Stati membri sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (Pac), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi stanziati. Al fine di tener conto della pressione finanziaria cui sono sottoposti alcuni Stati membri a causa della crisi finanziaria, la Commissione ha adottato un regolamento che autorizza gli Stati membri beneficiari di assistenza finanziaria a dilazionare, a determinate condizioni, il rimborso dell’indebito per un massimo di 18 mesi. Ciò si aggiunge alla possibilità preesistente di richiedere il frazionamento del rimborso nell’arco di un certo numero di anni. Il primo Stato membro che ha chiesto di ricorrere a questa agevolazione è stato la Grecia.
In virtù della recente decisione della Commissione, saranno recuperati fondi dai seguenti Stati membri: Danimarca, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Regno Unito. Le principali rettifiche per paese sono:
131,3 milioni di euro a carico della Spagna per l’impianto di viti senza diritti di (re)impianto;
98,9 milioni di euro a carico dell’Italia per l’impianto di viti senza diritti di (re)impianto;
71,5 milioni di euro a carico della Grecia per carenze nei controlli delle uve secche;
62,9 milioni di euro a carico della Francia per carenze nei controlli dei premi per i bovini;
21,3 milioni di euro a carico della Grecia per l’impianto di viti senza diritti di (re)impianto;
13,3 milioni di euro (impatto finanziario: 13,1 milioni) a carico della Polonia per carenze nel sistema sanzionatorio e per mancata definizione delle buone condizioni agronomiche e ambientali in relazione alla condizionalità;
11,6 milioni di euro a carico della Grecia per l’assenza del sistema di controllo della produzione e dell’ammasso di zucchero.
Gli Stati membri sono responsabili della gestione della maggior parte dei pagamenti della Pac, principalmente tramite i loro organismi pagatori. Essi sono inoltre responsabili dei controlli, ad esempio della verifica delle domande di pagamenti diretti presentate dagli agricoltori. La Commissione svolge oltre 100 audit ogni anno, verificando che i controlli effettuati dagli Stati membri e le correzioni delle carenze siano sufficienti, ed è abilitata a recuperare i fondi arretrati se gli audit dimostrano che le correzioni apportate dagli Stati membri non sono abbastanza efficaci da garantire che i fondi dell’Uesiano stati spesi correttamente.

Fonte AIOL

 

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