TERREMOTO: INTERVENTI A FAVORE DI TUTTO IL COMPARTO

 

Reggio Emilia, 30 luglio 2012

DOPO IL TERREMOTO, LA DELIBERA DELL’ASSEMBLEA GENERALE DEL 24 LUGLIO FAVORISCE LA SALVAGUARDIA DELLA QUALITÀ DEL PARMIGIANO REGGIANO, TUTELANDO IL CONSUMATORE, E LA GESTIONE DELL’IMPATTO SUL MERCATO, A SOSTEGNO DI TUTTI I PRODUTTORI.

 – Dopo l’Assemblea dei consorziati, che si è tenuta a Gonzaga il 24 luglio scorso – proprio nel territorio dove il sisma del 20 e del 29 maggio ha prodotto un danno assolutamente devastante per i caseifici e per le aziende agricole – è bene riproporre anche in questa sede alcune considerazioni di sintesi sull’attività del Consorzio in reazione ai fatti del terremoto. Complessivamente sono 37 caseifici interessati dal sisma, 19 sono i magazzini nei quali era contenuto il formaggio di questi caseifici e 602 sono gli allevamenti coinvolti. In termini di quantità di prodotto, è stato colpito il 20% del nostro comparto produttivo, con 635.000 forme cadute a terra, procurando un danno immediato enorme, ma anche gravissimi rischi di mercato a carico di tutti i caseifici e di tutti i produttori del comprensorio.

Nell’Assemblea è stata attivata da parte del Consorzio un’importante azione di solidarietà economica di sistema, che considerava anche il dato eclatante di tanti consumatori che in queste settimane, acquistando in massa il Parmigiano Reggiano, ci hanno guardato con rispetto e solidarietà, consentendoci di entrare con il nostro formaggio in tante case e in nuovi frigoriferi che non ne conoscevano il sapore. Anche noi dovevamo fare la nostra parte, e l’Assemblea del 24 luglio ha suggellato questo patto, ricambiando il rispetto ricevuto, difendendo gli interessi di consumatori  e produttori, così come è negli scopi di un Consorzio che rappresenta un sistema imprenditoriale.

La proposta approvata in Assemblea è sì di tipo solidaristico, ma non riguarda solo i caseifici terremotati, bensì tutto il sistema. Si tratta, infatti, di una scelta di tipo industriale che mira ad un risultato multiplo partendo da un elemento basilare: evitare la “svendita” del prodotto danneggiato (detto impropriamente “terremotato”) da parte di chi, pur di salvare il salvabile, avrebbe potuto cederlo a prezzi tali da abbassare tutte le quotazioni di mercato, ma anche in condizioni (presenza di polvere, calcinacci, legno e pezzi di ferro) in grado da determinare un allontanamento dei consumatori. Garantire il consumatore (senza il quale non esisterebbe neppure il nostro straordinario formaggio) e tutelare il prestigio e il posizionamento del Parmigiano-Reggiano ai massimi livelli di quotazione rispetto a tutti i formaggi, sono dunque gli obiettivi di questa operazione per la “tutela” del prodotto, che non è stata dunque una sorta di beneficenza affidata al caso e allo spontaneismo.

Occorre sottolineare che in questa vicenda si rischiava il prestigio del nostro prodotto: il formaggio impropriamente detto “terremotato” non deve andare sul mercato e il Consorzio ora si impegna, dopo la delibera dell’Assemblea, a metterlo a disposizione di imprese che lo possono inviare o alla fusione o a consumi alternativi come la disidratazione.

Inoltre, avevamo bisogno di attivare un’azione che non portasse alla concorrenza al ribasso nelle quotazioni. Il rischio era che i caseifici potessero correre a vendere, per ottenere il miglior realizzo possibile. Questo avrebbe però comportato inevitabilmente un’offerta maggiore di forme sul mercato con una forte riduzione delle quotazioni. Fin dal primo momento con i caseifici che hanno subito i danni abbiamo raggiunto un accordo, affinché il Consorzio coordinasse questa attività. Per un paio di mesi abbiamo tenuto i caseifici in un alveo di gestione collettiva della produzione, con una promessa fatta a loro: quella di convocare un’assemblea per destinare una quantità di risorse per favorire il recupero del prodotto perso in cambio dell’impegno di spostare ad altri usi una quantità di forme che potesse avere un impatto positivo con il mercato. La delibera dell’Assemblea del 24 luglio è di fatto entrata nel solco di questa esigenza e di questa prospettiva. Quindi la proposta del Consiglio all’Assemblea è stata, è bene ribadirlo, di tipo industriale, perché finalizzata a destinare a canali non tradizionali le forme danneggiate dal sisma ed ha trovato il parere favorevole di 269 voti su 318: rispetto ai 44 contrari totali, l’84,6% dei voti presenti ha dunque espresso parere favorevole.

Da questa decisione si aprirà una fase successiva, quella del risarcimento ai caseifici del danno subito se sposteranno agli usi alternativi indicati dal Consorzio quella quantità di forme, stimata da 120 a 150 mila forme, che consenta una gestione positiva dell’impatto sul mercato del Parmigiano Reggiano.

Altri temi estremamente importanti toccati in Assemblea riguardano la possibilità di avere un’assicurazione collettiva che interessi l’intero comprensorio, che possa quindi coprire l’intera produzione di Parmigiano Reggiano, per evitare che, a fronte di questi drammi, vi siano dei danni che mettono in discussione l’esistenza delle aziende stesse.

Infine, un’importante iniziativa di natura tecnica da parte del Consorzio, e che riguarda tutti i caseifici, è quella che analizza l’elemento dei magazzini che si è rivelato la parte debole dal punto di vista strutturale, cioè le “scalere“. Queste attrezzature sono oggi oggetto di attenzione da parte del Consorzio, in quanto si sono rivelate assolutamente inaffidabili a fronte delle oscillazioni (tecnicamente definire “accelerazioni”) che comporta una forte e prolungata scossa di terremoto. Il Consorzio, anche grazie alla collaborazione avviata con la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Parma, ha già avviato i lavori di uno specifico tavolo tecnico, per coinvolgere anche le autorità competenti e definire quelle modifiche tecniche da apportare ai magazzini per migliorarne la sicurezza e per avere condizioni di lavoro idonee per tutti gli operatori ed i dipendenti dei nostri caseifici.

Fonte CFPR

www.cibusonline.net cibus@nuovaeditoriale.net

Torna su