Formaggi QUOTAZIONI IN DISCESA

Questa settimana di inizio mese, seppur accorciata da una festività, ha visto una ripresa della quotazione dello zangolato che tocca ora quota 1,80 euro al chilo sulle principali piazze di quotazione ad eccezione di Modena dove i listini rimangono per il momento fermi sui precedenti valori. Si prevede comunque un adeguamento al rialzo anche su quest’ultima nel corso delle prossime contrattazioni.
Nel corso degli ultimi sette giorni continua l’ascesa delle quotazioni (+6 centesimi) anche della crema di latte sulla piazza di Milano che raggiunge 1,86 euro al chilo.
In apertura di settimana, sempre il centro di scambio di Milano dopo molte settimane di sostanziale tenuta, si palesano stati di sofferenza del mercato per Grana Padano e Parmigiano Reggiano. Infatti, su questa piazza entrambi mostrano una diminuzione pari a 10 centesimi sui valori minimi per tutte le produzioni. Nonostante il mercato avesse già rivelato segnali di sofferenza non si erano finora toccati in diminuzione i prezzi per non infierire sulla situazione del dopo terremoto, ma gli ultimi aumenti delle quantità prodotte e il freno sulle vendite hanno inevitabilmente prodotto tali dinamiche flessive.
Per ciò che concerne il Grana Padano, infatti nel corso dell’ultima ottava i cali si sono poi estesi anche sul centro di scambio di Cremona coinvolgendo tutte le varietà monitorate. Si mantengono in linea con i precedenti valori i listini di Mantova.
Relativamente al Parmigiano Reggiano venerdì a Parma si sono mostrati ritocchi più contenuti, pari a 5 centesimi in meno nel solo valore minino per lo stagionato di 12 mesi, da ascrivere all’entrata in quotazione della nuova produzione di coda.
Tra gli altri formaggi a denominazione, continuano a mantenersi stabili i prezzi dell’Asiago, del Provolone Val Padana e del Gorgonzola.
Riguardo alla materia prima prosegue il buon andamento delle quotazioni del latte spot su Lodi, scambiato a 420,00 euro la tonnellata, con recuperi confermati anche per la seconda metà del mese di ottobre pari a 7,50 euro la tonnellata. Da sottolineare comunque che, nonostante tali miglioramenti nei listini, sia ancora presente il gap negativo a livello tendenziale.

 (fonte Ismea)

 

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