Natale, sognando viaggi e soldi.

Iniziano ad uscire le prime previsioni di comportamento di spesa per le prossime festività natalizie 2012 e, come d’altronde c’era da aspettarsi, i dati confermano l’inasprisrsi del clima di  “sfiducia” del consumatore italiano.

L’ormai tradizionale ricerca di fine anno di Deloitte conferma la tendenza di una ulteriore contrazione delle risorse dedicate ai regali con conseguente riduzione complessiva della spesa procapite. Passa dal 58 al 60% la quota di italiani che ritiene di vivere una forte recessione e di avere minore potere d’acquisto rispetto il 2011. 551€ sarà il budget medio destinato ai regali  dai nostri concittadini contro i 591€ della media europea che si traduce in un -3,7% della spesa complessiva.

– Cultura, utilità e “e.shopping” –

Non ci sarà una totale rinuncia agli acquisti ma una selezione ancor più spinta dei destinatari, del mix qualità – prezzo e s del tasso di utilità del prodotto omaggiato. Se un effetto positivo della crisi dobbiamo registrare è appunto quest’ultimo aspetto: la riduzione delle spese voluttuarie e, spesso, inutili o superflue.

L’orientamento del consumatore, stando alla ricerca Deloitte, si rafforzerà verso l’acquisto di libri (45%) mentre internet e i social media si confermano gli strumenti in maggior crescita come orientatori di scelta. Ormai è stata raggiunta quota 30% d’acquisto via internet contro il 10% del 2011.

– Il Sogno e il desiderio –
Per fortuna non si smette di sognare. Il desiderio più diffuso è di trovare sotto l’albero del denaro (48%) o il biglietto per un viaggio (45%). Molto probabilmente, invece, riceveremo un libro o un cosmetico (25%).

Più fortunati, saranno altri cittadini europei che invece vedranno aumentare la loro quota di spesa. . Questo sarà vero per l’Ucraina (+13,5%), la Polonia (+11,5%) la Russia (+8,6% e sorprendentemente anche la Germania (+7%) nonostante stia entrando anch’essa in una fase di pre-crisi industriale ma non ancora in clima di recessione.

– La speranza è l’ultima a morire – 

Comunque sia, la speranza è l’ultima a morire e i sogni ci appartengono ancora totalmente gratis. Chissà che questo periodo di difficoltà ci riporti a considerare le festività religiose come tali e non solo come momento di consumo sfrenato e irresistibile. Verranno tempi migliori e, nel frattempo, apprezziamo anche gli aspetti più intimi del “Natale”.

Lamberto Colla

 

 

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