OGM: Secondo una ricerca francese gli Ogm sono dannosi

 

20/9/2012 /Pubblichiamo un articolo apparso sul quotidiano francese Nouvelle Observateur in cui si anticipano i dati di una ricerca condotta su ratti nutriti a masi GM.

Ricercatori francesi hanno studiato segretamente, per due anni, 200 ratti alimentati con mais OGM. Tumori, malattie gravi … un massacro. Una bomba per l’industria degli Ogm.
Il 19 settembre è esplosa una vera e propria bomba. La rivista americana “Food and Chemical Toxicology” – un punto di riferimento in materia di tossicologia alimentare – ha pubblicato i risultati della sperimentazione condotta dal team francese di Gilles-Eric Seralini, professore di biologia molecolare presso l’Università di Caen. Un cluster bomb: scientifica, sanitaria, politica ed industriale. Di fatto polverizza una verità ufficiale: l’innocuità del mais geneticamente modificato.
Anche a basse dosi, l’Ogm studiato si è dimostrato molto tossico e spesso fatale ai ratti. Tanto che,  se fosse un farmaco, dovrebbe essere immediatamente sospeso in attesa di ulteriori indagini. Questo è lo stesso Ogm che si trova sulle nostre tavole attraverso la carne, le uova o il latte.

Fino al 2011, i ricercatori hanno lavorato in condizioni di quasi-clandestinità. Hanno criptato i loro messaggi di posta elettronica come il Pentagono, si sono auto censurati tutte le conversazioni telefoniche e hanno lanciato una finta ricerca tanto temono un colpo violento dalle multinazionali delle sementi.
La storia dell’operazione – nome in codice In Vivo – racconta del difficile recupero di semi di mais OGM NK 603, di brevetto Monsanto, attraverso una scuola agraria in Canada. Poi la raccolta e l’arrivo di “grossi sacchi di juta” al porto di Le Havre alla fine del 2007, prima di selezionare, in totale segretezza, 200 topi da laboratorio chiamati “Sprague Dawley”. Il bilancio? Agghiacciante: “Dopo meno di un anno di menu differenziati a base di mais geneticamente modificati, spiega il professor Séralini, c’è stata una strage tra i nostri ratti, di cui non avrei mai immaginato la grandezza.”
Tutti i gruppi di ratti alimentati con mais OGM trattato o non trattato con l’erbicida Roundup, l’erbicida della Monsanto, o alimentati con acqua contenente basse dosi dell’erbicida presente nei campi OGM, sono stati colpiti da un moltitudine di malattie gravi nel 13 ° mese dell’esperimento. Nelle femmine, questo si è manifestato con un’esplosione a catena di tumori mammari che arrivano a diventare fino al 25% del loro peso. Nei maschi, sono stati gli organi depuratori, il fegato e i reni, che sono stati colpiti da anomalie marcate o severe. Con una frequenza di due a cinque volte superiori a quella riscontrata nei roditori alimentati con mais non-OGM.
Un confronto devastante: i ratti alimentati con mais OGM hanno sviluppato tumori due o tre volte più di ratti alimentati senza OGM, indipendentemente dal loro sesso. All’inizio del 24°mese, cioè alla fine della loro vita, dal 50% al 80% delle femmine alimentati con OGM sono state colpite contro solo il 30% di quelle cibate senza OGM.
Cosa ancora più notevole: i tumori si sono verificati molto più veloce nei ratti nutriti con OGM. Venti mesi prima nei maschi, tre mesi prima nelle femmine. Per un animale che ha due anni di aspettativa di vita, la differenza è notevole. Per fare un confronto, un anno per un roditore è più o meno l’equivalente a 40 anni per un uomo.
Forte di queste conclusioni Corinne Lepage, nel suo libro “La vérité sur les OGM, c’est notre affaire”, (La verità sugli Ogm, è nel nostro interesse), edizioni Charles Léopold Mayer, si propone di esigere responsabilità da politici e esperti, agenzie sanitarie francesi ed europee e dalla Commissione di Bruxelles, che si sono così a lungo e con tutti i mezzi opposti al principio di un studio a lungo termine sugli effetti fisiologici degli Ogm.
Questa battaglia, l’ex ministro dell’Ecologia e primo vicepresidente della commissione per l’ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare a Strasburgo, la conduce da quindici anni in seno al CRIIGEN (Comitato per la ricerca e informazione indipendente sull’ingegneria genetica) con Joel Spiroux e Gilles-Eric Seralini. Una semplice associazione 1901 che è riuscita a trovare il finanziamento per questa ricerca (3,2 milioni di euro) che né l’INRA, né il CNRS, né alcun ente pubblico aveva giudicato opportuno intraprendere.
Come? Un’altra sorpresa: chiedendo alla Fondazione svizzera Charles Léopold Mayer. Ma anche i proprietari della grande distribuzione (Carrefour, Auchan ..), che si sono associati per l’occasione. Dal morbo della mucca pazza, infatti, questi vogliono proteggersi da ogni nuovo scandalo alimentare. Tanto che è Gérard Mulliez, fondatore del Gruppo Auchan, ha fornito il finanziamento iniziale.
Lo studio del professor Séralini lascia presagire una nuova guerra omicida tra pro e anti-OGM. I vari sistemi sanitari chiederanno con urgenza studi simili per verificare i risultati degli scienziati francesi? Sarebbe il minimo. Monsanto, la più grande società mondiale di semi transgenici, li lascerà fare? Improbabile: la sua sopravvivenza sarebbe a rischio. Per una singola pianta Ogm, esistono centinaia di varietà. Il che implica almeno una dozzina di studi di 100-150 milioni di euro ciascuno.
Ma con questa ricerca la discussione al riguardo non potrà più essere bloccata come nel passato. Dal 26 settembre, tutti potranno vedere al cinema il film shock di Jean-Paul Jaud, “Tutte le cavie?”, tratto dal libro di Gilles-Eric Seralini, e le immagini terribili di ratti soffocati dai loro tumori. Per gli OGM, è finita l’era dei dubbi. Il tempo della verità comincia.

Fonte : Nouvelle observateur, Traduzione : Natalie Nicora, AIOL)

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