INDUSTRIA: PRODUZIONE SETTEMBRE – 1.5% MESE, -4.8% ANNO


Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, non accenna a rallentare la caduta della produzione industriale, che a settembre, registra un calo dell’1,5% rispetto al mese precedente e del 4,8% rispetto al settembre 2011.

Per il Codacons si tratta di dati scontati ed ampiamente previsti. Non c’è alcuna ragione, infatti, perché le industrie riprendano la loro produzione, dal momento che le famiglie non hanno i soldi per acquistare i loro prodotti. L’accordo sulla produttività potrà essere anche utile in futuro, ma non certo per uscire da questa profonda crisi, che resta una crisi, in primo luogo, di consumi. Fino a che il ceto medio-basso è tassato e spremuto come un limone, l’unica possibilità di ripresa arriverà dalla domanda estera.

Ecco perché il Governo farebbe bene ad abbassare il costo delle spese obbligate che gravano sugli italiani, facendo in modo che le famiglie e le imprese italiane non abbiano più i conti correnti, i mutui, le assicurazioni, i carburanti, la luce, il gas ed i telefoni più cari d’Europa, sia per colpa delle mancate liberalizzazioni in questi settori cruciali sia per il peso eccessivo della tasse.

Inoltre il Codacons contesta la finta spending review di Monti, dato che si tratta di nuove tasse mascherate, da quelle universitarie ai ticket sanitari, e di riduzione dei servizi e non certo di rendere la spesa più efficiente.
Fonte Codacons

CONSUMI: CONFCOMMERCIO, A SETTEMBRE -0,8% MESE,-4,2% ANNO

Secondo l’Indicatore dei Consumi della Confcommercio (ICC) a settembre c’è stata una diminuzione dei consumi, in quantità, del 4,2% rispetto a settembre 2011 e dello 0,8% rispetto ad agosto.

Per il Codacons è drammatico il crollo dei consumi alimentari che in un anno precipitano, in quantità, del 5,7%. Se si aggiunge che questa tendenza è  ormai ininterrotta dal 2007 ad oggi, si può dire, senza timor di smentita, che ormai un terzo degli italiani fa la fame. Ricordiamo, infatti, che, sempre secondo l’ICC in quantità, i consumi alimentari sono scesi dell’1,8% nel 2007, -3,3% nel 2008, -3,1% nel 2009, -0,7% nel 2010, – 2,2% nel 2011.

Se si considera che questi sono comunque dati medi, è evidente che almeno un terzo delle famiglie italiane non riesce più ad acquistare tutto il cibo di cui necessita. Bisogna tornare alla fine degli anni ’70 per avere consumi alimentari pro capite così bassi.

Per questo il Governo, invece di continuare ad aumentare le tasse che colpiscono indiscriminatamente tutti, ricchi e poveri, come ad esempio l’aumento dell’Iva, farebbe bene a tassare, se proprio deve, solo quelli che se lo possono permettere.

Il Codacons, quindi, lancia una proposta. In considerazione della sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il taglio per il triennio 2011/2013 del 5% e del 10% sulla parte di retribuzione eccedente, rispettivamente, i 90 ed i 150mila euro lordi annui, l’associazione propone di aggirare questo ostacolo innalzando, una tantum, le aliquote marginali Irpef, rispettivamente al 48% e al 53%.

Fonte Codacons

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