BIO – CONSUMI: Le tendenze dei prezzi all’origine ed al consumo – novembre ’12 – Salvare l’agricoltura BIO.

Nel mese di novembre 2012 i prezzi all’origine dei prodotti biologici hanno registrato un aumento sia a livello congiunturale che tendenziale, dovuto in quest’ultimo caso principalmente ai settori delle uova, dei cereali e lattiero-caseario.
Sempre in riferimento ai prezzi all’origine, il biologico rispetto al convenzionale registra nel mese in esame un andamento in prevalenza più inflattivo, come nei comparti dell’ortofrutta, del frumento duro e dei bovini. In altri settori come quello dei frumento tenero e delle uova è accaduto invece il contrario.
Nella fase al consumo, per i principali prodotti si rileva nella Grande Distribuzione un aumento più contenuto di quello all’origine sia a livello congiunturale che tendenziale, soprattutto a causa del contributo dell’ortofrutta, delle carni e delle uova.
Risultano inoltre a novembre 2012 in aumento tendenziale anche i prezzi della vendita diretta, a causa principalmente dell’incremento registrato dalle uova e ancora una volta dall’ortofrutta.
Intanto gli ultimi dati disponibili, relativi ai primi dieci mesi del 2012, evidenziano dei consumi domestici di bio confezionato nella GDO in crescita del 5,9%. Gli incrementi più evidenti si segnalano nel comparto dei derivati dei cereali e degli oli. Inferiori alla media le variazioni per gli altri comparti monitorati.

Fonte Ismea 14 gennaio 2013

Agricoltura Biologica

Salvaguardare l’agricoltura

Lo scorso 2 gennaio il governo polacco, a seguito di una decisione del Consiglio dei Ministri, ha approvato due provvedimenti volti a vietare la coltivazione del mais geneticamente modificato MON810 della Monsanto e della patata Amflora della BASF, gli unici due organismi geneticamente modificati autorizzati per la coltivazione nell’Unione europea.

Lo strumento, previsto dai Regolamenti comunitari, è quello della Clausola di Salvaguardia a tutela della salute dei cittadini, dell’ambiente o di entrambi. I due divieti entreranno in vigore in Polonia a partire dal 28 gennaio 2013.

Si tratta di strumenti che andranno accompagnati da letteratura ed evidenze scientifiche che ne suffraghino la richiesta agli occhi censorei della Commissione Europea e dell’EFSA che è solita valutarli.Nel frattempo, per giustificare l’entrata in vigore della norma, il Ministero dell’Agricoltura ha sottolineato l’impossibilità della coesistenza tra colture transgeniche e quelle convenzionali e biologiche, a fronte dell’evidente rischio di contaminazione di queste ultime.

Il Ministero ha inoltre richiamato l’attenzione sul rischio di contaminazione del miele dal polline del mais MON 810, come emerso clamorosamente in  Baviera gli scorsi anni a seguito di mere coltivazioni sperimentali, e l’insufficiente ricerca a sostegno della sicurezza delle colture GM per l’ambiente e la salute umana.

Quale conseguenza dei provvedimenti, un agricoltore che semina illegalmente mais MON 810 o patata Amflora potrà andare incontro a gravi sanzioni pecuniarie e alla distruzione del raccolto.

La Polonia è, dunque, l’ottavo Stato membro dell’Unione Europea ad imporre misure di salvaguardia nazionali nei confronti delle colture geneticamente modificate, dopo Francia, Germania, Austria, Ungheria, Grecia, Bulgaria e Lussemburgo. Un elenco in cui brilla l’assenza italiana, nonostante le reiterate richieste avanzate da varie organizzazioni, in primis quelle agricole, ambientaliste e dei consumatori. Vista l’incombenza delle semine primaverili e le annunciate semine transgeniche di alcuni avanguardisti, è bene che ANCHE L’ITALIA SI DOTI DI UNA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA GRAZIE AI PRIMI ATTI DEL GOVERNO ENTRANTE!

(Fonte AIAB – Luca Colombo – FIRAB)

 

 

 

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