Quote Latte: VA IN SCENA LA PERQUISIZIONE ALLE SEDI DI LEGA NORD

Quote Latte: VA IN SCENA LA PERQUISIZIONE ALLE SEDI DI LEGA NORD

“Il Carroccio non c’entra, l’inchiesta riguarda una società che non c’entra niente con la Lega”  Questo il commento a caldo del segretario della Lega Nord, Roberto Maroni il quale ci tiene a sottolineare che   “La Guardia di Finanza voleva solo acquisire documenti che riguardano un dipendente della Lega e si è recata quindi sul luogo di lavoro del suddetto dipendente, cioè la sede di via Bellerio. Invito pertanto i tutti mezzi di informazione di dare conto di questa mia categorica smentita. Ho inoltre dato mandato al mio avvocato di perseguire legalmente chi ha diffuso questa notizia falsa e tutti coloro che non dovessero dare conto della falsità della notizia stessa”. Certo, però, che il capitolo quote latte, al di là dei risvolti giudiziari, genera sempre un certo imbarazzo nei vertici del Carroccio. Il loro partito ha difeso fino allo stremo gli allevatori che hanno accumulato multe milionarie dall’Unione Europea. Chi ha combattuto contro le “quote latte” è riuscito anche a acquisire posizioni di rilievo nell’enturage della “Lega”, vuoi acquisendo il titolo di Onorevole, vuoi di Eurodeputato, vuoi di “consigliere regionale”.

Una questione ancora irrisolta dal 1984 che ha visto contrapporsi gli allevatori “COBAS” agli allevatori “NON COBAS”. I primi contestatori e soprattutto riluttanti al pagamento delle multe, gli altri (la stragrande maggioranza), seppur dolenti, impegnati in a seguire le regole, quindi a “Pagare” le “quote per produrre” e impegnati a pagare le “mostruose multe” in caso di superamento del limite di produzione concesso.

Al di là di tutto, sembra strano che, dopo un periodo di “silenzio” sulla questione la guardia di finanza abbia un risveglio proprio in piena campagna elettorale contestualmente, guarda caso, con il “blitz” di Parma. Una serie di coincidenze che non possono non far sorgere il sospetto di una, ormai consueta, regia temporizzata.

Entrambe le questioni, quella relativa alle quote latte e quella relativa ai fatti corruttivi e concussivi di Parma sono di notevole importanza che non dovrebbero consumarsi solo ed esclusivamente per ragioni di opportunità elettorale bensì affrontate compiutamente dagli organi preposti.

“Quote”:  vizio originale

In estrema sintesi, le quote latte sono in vigore dall’aprile 1984, ma in Italia la loro reale applicazione (ossia l’assegnazione individuale di diritti e responsabilità) è stata realizzata oltre otto anni dopo. In questo lasso di tempo si sono verificate due circostanze gravide di conseguenze: molti referenti (istituzionali e associativi) dei produttori di latte hanno contribuito a diffondere l’opinione che le quote latte fossero inadatte, inopportune o inutili nella realtà italiana; essendosi verificata un’eccedenza produttiva nazionale rispetto al vincolo normativo, per la quale non esistevano responsabilità individuali dei produttori, la relativa sanzione è andata a carico dell’erario.
Molto di ciò che seguirà (dal 1992 in avanti) deriva da tali vizi d’origine, poiché agli elementi di aleatorietà nel sistema (per il meccanismo di compensazione, un produttore eccedentario non può sapere a priori se sarà sottoposto a una penalità, e in quale misura) si aggiungono elementi di aleatorietà del sistema.

Di Virgilio 17/1/2013