Viti-vinicoltura: E-bacchus non è più obbligatorio, ok Ue a richieste Coldiretti

 

E-bacchus non è più obbligatorio. A seguito della richiesta di parere, presentata nei giorni scorsi ai servizi della Commissione Ue dalla Direzione generale per le politiche internazionali e dell’Unione europea del Mipaaf, l’Ispettorato centrale per la repressione frodi (Icqrf) ha emanato una nuova circolare con la quale ritorna sulle proprie decisioni, accogliendo le richieste della Coldiretti. Una buona notizia per i produttori di vino, per i quali il nuovo sistema rappresentava un aggravio burocratico del tutto inutile.

La nota consente che, nelle more del pronunciamento della Commissione, la compilazione dei documenti di accompagnamento per i prodotti vitivinicoli a Do e Ig confezionati e circolanti all’interno della Ue possa avvenire senza riportare il codice E-bacchus e i riferimenti alla certificazione ottenuta e alla struttura di controllo autorizzata.

Dal 1° gennaio  scorso, con E-bacchus e con la precedente circolare dell’Icqrf, era entrata in vigore l’ennesima inutile complicazione burocratica ai danni delle aziende vinicole. Coldiretti aveva immediatamente segnalato al Ministero le innumerevoli criticità riscontrate e la sostanziale inutilità di questo nuovo adempimento per i vini confezionati.

Bisogna ricordare infatti che in Italia è ormai consolidato un sistema oneroso di certificazione e controllo per i vini a Denominazione e Indicazione geografica, che esclude la necessità di ulteriori controlli attraverso i documenti di accompagnamento. Il sistema italiano, la cui entrata in vigore ha già determinato un considerevole aumento dei costi e della burocrazia a carico dei produttori, garantisce ampiamente  la rispondenza quantitativa sulle movimentazioni di carico e scarico dei vini e per le partite imbottigliate la loro più completa tracciabilità.

Il risultato ottenuto è sicuramente importante ma la partita non si può ritenere definitivamente chiusa. L’azione sino ad ora svolta dalla Coldiretti nei confronti del nostro Ministero continuerà adesso sui tavoli di Bruxelles al fine di supportare l’azione intrapresa e ottenere un parere positivo oppure, qualora ciò non accadesse, per giungere in tempi brevi ad una modifica del Regolamento in materia.

 

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