Bilancio UE: Raggiunto l’accordo sul bilancio Ue, la Pac non evita i tagli


di Coldiretti 12 febbraio 2013

“La riduzione in termini reali per l’agricoltura è comunque importante. Naturalmente ci aspettiamo che il Parlamento posso contribuire a migliorare la proposta sulla Pac in modo che le risorse cosi diminuite vadano riorientate premiando chi vive e lavora di agricoltura e all’attività  rivolte alla produzione di cibo e alla sostenibilità ambientale”.

E’ il commento del presidente della Coldiretti Sergio Marini dopo il raggiungimento dell’accordo sul bilancio dell’Unione Europe da parte dei Capi di Stato e di Governo. Un accordo giunto al termine di una vera e propria maratona negoziale durata 24 ore.

Il testo  di compromesso approvato mantiene il tetto complessivo di spesa pari a 960 miliardi di euro per gli impegni e 908,4 per i pagamenti effettivi. Rispetto alla precedente proposta i tagli sono di circa 14 miliardi di euro. Se si considera, invece, il periodo attuale (2007-2013) verranno a mancare risorse per 34 miliardi di euro.

“E’ evidente che in questo momento storico in cui l’Europa dovrebbe rafforzare una rinnovata centralità, l’indisponibilità di alcuni paesi a non dotare il bilancio di adeguate risorse – ha sottolineato Marini – non genera certo quel clima di fiducia verso una prospettiva di maggiore integrazione”.

Per il nostro Paese è prevista una assegnazione specifica di 1,5 miliardi di euro per sullo Sviluppo Rurale (nella proposta precedente era 1 miliardo di euro) e 1,5 miliardi di euro per le regioni meno sviluppate del nostro Paese, di cui 0,5 miliardi di euro per le zone non urbane. Tali assegnazioni consentono di attenuare l’impatto del saldo netto che penalizza l’Italia, oggi contribuente netto con un saldo negativo di 4,5 miliardi, anche in considerazione del fatto che scendono gli aiuti diretti.

Per quanto riguarda la Pac, il totale previsto per i sette anni in questione sarebbe pari a 373,179 miliardi di euro, di cui 277,851 al primo pilastro e 84,936 miliardi di euro allo sviluppo rurale. Complessivamente la nuova proposta prevede dunque  una riduzione complessiva del budget agricolo per  circa 16 miliardi di euro (-4,1%), di cui 5,2 miliardi di euro al 1° pilastro (-1,8 %) e 7,2 miliardi di euro al 2° pilastro (-7,8%). Ciò senza contare il fatto che la proposta della Commissione europea, se si confronta il 2020 con il 2013, prevede già una riduzione del bilancio Pac in termini reali (inflazione) di circa il 12%, con il congelamento in termini nominali al suo livello del 2013.

La  proposta relativa alla convergenza tra Stati membri  specifica che tutti gli Stati membri dovranno raggiungere entro il 2020 un livello di pagamento almeno pari a 196 euro per ettaro. Inoltre, dovrebbero essere prese in considerazione le circostanze specifiche, come ad esempio superfici agricole ad alto valore aggiunto e i casi in cui gli effetti della convergenza sono sproporzionati, nella distribuzione generale del sostegno della Pac.

In merito al capping (tetti di spesa per azienda),  il testo riporta che la riduzione dei pagamenti diretti per i grandi beneficiari dovrà essere introdotta dagli Stati membri su base volontaria. Per quanto riguarda il greening, è confermato l’utilizzo del 30% del massimale annuale, al fine di finanziare le pratiche,

proponendo che sia ben definita la flessibilità per gli Stati membri in merito alla scelta delle misure equivalenti da attuare. Inoltre, il requisito relativo all’implementazione da parte dell’agricoltore delle aree di interesse ecologico sarà attuato con modalità che non richiedono che il terreno in questione sia ritirato dalla produzione e che eviti ingiustificate perdite nel reddito per gli agricoltori.
Inoltre, il compromesso raggiunto consente una maggiore flessibilità tra pilastri, ovvero tutti gli Stati membri possono trasferire fino al 15% delle risorse dal 1° al 2° (con cofinanziamento al 100%) e viceversa.

L’accordo in sede di Consiglio europeo dovrà essere approvato del Parlamento europeo (procedura di approvazione) che, pronunciandosi a maggioranza dei membri che lo compongono, può adottare o respingere l’intero pacchetto (diritto di veto del Parlamento).

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