Suinicoltura, USDA rivede i dati mondiali.

 

Roma, 13 maggio 2013

Per il 2013 l’USDA prevede una crescita, su base annua, della produzione di carni suine nel mondo, i cui volumi dovrebbero raggiungere il record di 107,4 milioni di tonnellate (+1,8%).  L’incremento produttivo appare legato alle aspettative di minori costi di produzione animale.

Le esportazioni sono previste in contrazione (7,2 milioni di tonnellate, -0,8%) come conseguenza delle revisioni al ribasso delle performance di UE, Stati Uniti e Brasile.

In particolare, per l’Ue la produzione dovrebbe attestarsi sulle 22,6 milioni di tonnellate, riportando un calo di circa 75 mila tonnellate, come conseguenza dell’introduzione della normativa sul benessere delle scrofe. La dinamica della produzione sembra incidere sulle esportazioni, indicate in contrazione per circa 115 mila tonnellate, situazione che si determina nonostante le buone opportunità di mercato.

Per gli Stati Uniti la produzione dovrebbe raggiugere i  10,7 milioni di tonnellate, volumi in crescita rispetto al 2012 in ragione di attese sui prezzi dei cereali per mangimi inferiori e macellazioni superiori.  Le export vengono comunque riviste al ribasso, accusando le minori destinazioni verso Russia e, in misura più contenuta, Giappone, in parte controbilanciate dalle export verso Messico e Canada.

Riguardo il Brasile, la produzione è indicata in crescita di circa 40 mila tonnellate, portandosi su livelli pari a 3,4 milioni di tonnellate, trainata dalle previsioni di crescita dei prezzi di carni suine e dalla maggiore stabilità dei costi di mangimi. Comunque, le esportazioni sono indicate in calo, per effetto delle restrizioni alle import imposte dall’Ucraina, tra i principali mercati di sbocco del Brasile nel 2012. Parte delle esportazioni potrebbero trovare destinazioni verso altri mercati quali Russia, Angola, Giorgia e Moldova. Rispetto la Russia, si fa presente come l’eliminazione delle tariffe preferenziali non dovrebbe ostacolare le vendite verso tale Paese.

Tra gli altri Paesi, un cenno sulla Cina la cui produzione, con una crescita di circa 1,8 milioni di tonnellate, dovrebbe raggiungere i 53,8 milioni di tonnellate, per effetto delle maggiori macellazioni di carni e il maggior peso delle carcasse. In calo sono previste le importazioni che dovrebbero attestarsi sulle 700 mila tonnellate. Opposta la dinamica delle esportazioni i cui volumi sono indicati pari a 1,7 milioni di tonnellate. Su quest’ultima dinamica sembra incidere la maggiore domanda di carne di maiale dal prezzo più basso proveniente da Hong Kong e Macau.

(fonte Ismea 9 maggio 2013)

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