Web, “bufale” e salute. L’EFSA cosa dice?

 

di Lamberto Colla – –

Parma, 20 Maggio 2013 – –

E’ dei giorni scorsi, precisamente il 16 maggio, la notizia – rilanciata dal sito LIBRE  secondo la quale “Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”. Si chiama “Plant Reproductive Material Law”, e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e i semi.”

Il sito in questione nell’argomentare la tesi   secondo la quale avanzerebbe, a lunghi passi, l’orwelliana strategia delle potenti multinazionali di detenere il controllo totale dei semi e, conseguentemente, l’impossibilità di coltivazione autarchica da parte della popolazione, riporta il commento del secondo personaggio più influente in campo salutistico: Mike Adams il “Ranger della Salute”.

 «Come qualcuno potrà sospettare – afferma Mike Adams su “Natural News” – questa mossa è la “soluzione finale” della Monsanto, della DuPont e delle altre multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il dominio completo di tutti i semi e di tutte le coltivazioni sul pianeta»

Il giorno seguente, il WEB impazza e le smentite si rincorrono così come le rassicurazioni. ECOWIKI, ad esempio, pur condividendo il timore che l’Europa venga invasa da ogm e che le multinazionali stiano  usando le loro migliori energie, “la proposta  non appare così tremenda come si legge”.

In tutto questo rincorrersi di notizie e  smentite di fatto il Web sta, in parte, sostituendosi a quell’organismo  che ha sede a Parma e si chiama EFSA. Quell’agenzia Europea sulla Sicurezza Alimentare di cui tanto poco si sente parlare.

Su una questione così importante come la salute, almeno per la quota parte che la riguarda, l’EFSA dovrebbe  esprimersi. Una opinione ancor più importante in ragione del fatto che ancora si tratta di proposta di legge, quindi modificabile.

Invece, per quanto riguarda la quota strettamente politica, e la necessità di salvaguardare le “produzioni autoctone” di cui il nostro bel Paese è ricco, lasciamo al neo Ministro, Nunzia di Girolamo,  l’onere e l’onore di farsi valere difendendo  le nostre peculiarità e gli interessi di una economia agroalimentare di elevata qualità. Una qualità ampiamente riconosciuta anche nella quota salutistica e perciò ampiamente imitata in tutto il mondo. Un “Italian Sound” che vale oltre 60 miliardi di euro sottratti alle nostre filiere agroalimentari.

In conclusione, ancora una volta, il “web” ha dimostrato che, accogliendo tutti i tipi  di opinione, anche le più contrastanti tra loro, si genera un effetto domino di approfondimenti condivisi in tempo reale  contribuendo perciò a “animare” la crescita di una “coscienza critica” dei navigatori.

Con le dovute cautele e con un approccio critico il web può essere uno straordinario laboratorio di cultura e idee. Attenzione quindi alle “bufale” anche se, molto spesso, portano un contributo di verità.  Tocca a noi andare a cercare gli altri “pezzi” del mosaico con i quali la notizia si  compone.

 

 

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