“Evviva i Vigili del Fuoco, abbasso i Politici”

 

di Lamberto Colla – –

Parma, 24 Maggio 2013 – –

Che le cose non vadano bene ormai se ne sono accorti tutti o quasi, ma la fotografia registrata dall’ultimo rapporto ISTAT è impietosa sul segnalare quanto, gli indicatori  economici e sociali, siano andati peggiorando nel 2012 e che il 2013 sta confermando nel segno della negatività.

Consumi e potere d’acquisto in caduta libera, disoccupazione in crescita e in crescita sono pure le ore complessivamente non lavorate. L’Istat evidenzia che al calo del reddito disponibile (-2,2%) è corrisposta una flessione del 4,3% delle quantità di beni e servizi acquistati, la caduta più forte da inizio anni ’90. Cala anche la qualità o la quantità degli alimentari acquistati. Sono quasi 15 milioni a fine 2012 gli individui in condizione di ‘deprivazione o disagio economico’, circa il 25% della popolazione (40% al Sud). A ciò si aggiunge il fatto che la pressione fiscale in Italia è al top in Europa al 44%. el 2012 “l’incidenza delle imposte correnti sul reddito disponibile delle famiglie è salita al 16,1%”, al livello più alto dal 1990.

Il Paese, stando al rapporto Istat, è attraversato non soltanto da una profonda crisi economica, ma anche da una diffusa insoddisfazione dei cittadini verso la politica e le istituzioni pubbliche. Nel 2012 attraverso l’indagine “Aspetti della vita quotidiana” è stata rilevata la fiducia che i cittadini esprimono nei confronti delle principali istituzioni a livello locale e nazionale. Gli intervistati hanno dato un punteggio, compreso tra 0 e 10, in particolare alla regione, al comune, alla provincia, al Parlamento nazionale, ai partiti politici, alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco.

I dati indicano livelli bassi della fiducia: giudizi più positivi vengono attribuiti soltanto ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine, mentre i partiti politici sono a livelli minimi. In particolare un voto da otto a dieci viene attribuito dal 66,2 per cento della popolazione di 14 anni e più ai vigili del fuoco, dal 34 per cento alle forze dell’ordine, solo dall’1,5 per cento ai partiti politici che ricevono come voto medio 2,3.

“Ovviamente, rileva l’analisi dell’istituto di statistica,  alle eventuali relazioni tra qualità della vita urbana e fiducia dei cittadini nelle istituzioni sottendono innumerevoli altri aspetti: il senso civico, l’orientamento politico e così via, e questa serie di altri elementi di “disturbo” è tanto più ampia quanto più l’istituzione ha carattere di nazionalità o addirittura di sovranazionalità.”

L’analisi dell’indice di fiducia verso le istituzioni conferma quanto il cittadino italiano sia rassicurato dal rapporto diretto con le istituzioni direttamente elette. Quelle istituzioni di prossimità, comunali e provinciali, con le quali , probabilmente, ritiene possibile un dialogo diretto e alle quali assegna la propria sicurezza. Tant’è che al primo posto del gradimento spiccano i vigili del fuoco e subito dopo le forze dell’ordine.

In conclusione questo ultimo rapporto ISTAT non fa che confermare l’attitudine italiana a raccogliersi attorno alle proprie dirette istituzioni locali, a stringere i denti e la cinghia pur di uscire dal tunnel della crisi.

Un segnale forte che dovrebbe essere raccolto dal Governo nella formulazione dei nuovi indirizzi di programma. Probabilmente varrebbe la pena di riconsiderare il progetto d’alienazione delle province a favore degli enti regionali, riassegnando ai comuni quelle risorse economiche e finanziarie in grado di fare ripartire le tante autonome economie locali. L’aumento programmato dell’iva, se confermato, contribuirà a una ulteriore contrazione dei consumi interni.

In attesa di una efficace “spending review” e a un riavvicinamento dei politici ai propri elettori l’italiano tace, chiuso in una dignitosa sofferenza, attendendo giorni migliori.

 

 

 

 

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