La risposta cinese ai dazi sul fotovoltaico colpisce il vino

La risposta cinese ai dazi sul fotovoltaico colpisce il vino

di Virgilio 06 Giugno 2013 – –

Alla decisione della commissione europea di imporre dazi sui pannelli fotovoltaici cinesi la risposta cinese non si è fatta attendere e le ripercussioni ricadranno sui vini europei.

E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti dopo la decisione del Governo di Pechino di avviare una indagine anti dumping nei confronti del vino importato dall’Unione europea, in reazione alla scelta comunitaria di mettere dazi ai pannelli solari cinesi. Dal 2008 ad oggi, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, le esportazioni nazionali in valore nel paese asiatico sono passate da 19 milioni di euro a 77 milioni di euro, e anche i primi due mesi dell’anno hanno confermato il trend, con un aumento record del 42 per cento.

Dall’associazione dei produttori cinesi di vino e alcolici, è¨ partita un’offensiva che punta in breve tempo ad incrementare le imposizioni fiscali sulle importazioni di vino dall’Europa. Già da tempo, infatti, l’associazione cercava di limitare l’importazione di prodotto dall’europa al fine di salvaguardare lo sviluppo della produzione interna, lamentando i sussidi messi a disposizione da Bruxelles a favorire le esportazioni dal vecchio continente.

Il danno per la nostra economia vinicola potrebbe essere rilevante. In Cina, infatti, si è registrato il più elevato tasso di aumento del pianeta nei consumi che hanno raggiunto i 18 milioni di ettolitri, con il gigante asiatico che si classifica  al quinto posto tra i maggiori paesi bevitori. Il boom del vino è il frutto dell’aumento delle importazioni dell’8 per cento per un valore di 3,4 milioni di ettolitri nel 2012, ma soprattutto della produzione interna che la Cina ora intende tutelare con l’avvio di una indagine antidumping nei confronti del vino di provenienza europea che rappresenta il 58,7% del totale delle importazioni nei primi due mesi del 2013. Si tratta in ogni caso – afferma la Coldiretti – di un duro colpo per la produzione vitivinicola europea che è costretta a fare i conti con consumi che sono cresciuti leggermente solo in Francia, sono stabili in Germania, Portogallo e Grecia mentre calano, oltre che in Italia, anche in Spagna di ben 60 milioni di litri in un anno. Gli italiani – rileva la Coldiretti – dicono addio ad un bicchiere di vino su quattro con il crollo record  del 22 per cento in dieci anni dei consumi nazionali che sono scesi a minimo storico dall’Unità d’Italia ad appena 22,6 milioni di ettolitri, rispetto ai 29 milioni di ettolitri bevuti negli Stati Uniti e ai 30,3 milioni di ettolitri della Francia che detiene il primato mondiale.

La situazione nazionale peggiorerà ulteriormente quando l’aliquota iva, il prossimo luglio, passerà al 22%. Il salvataggio del settore era appunto venuto dall’export che nel 2012 ha fatto registrare 4,7 miliardi nel 2012 e già nel primo trimestre del 2013 un incoraggiante +15%.