NO Tv, no potere!

NO Tv, no potere!

 

di Lamberto Colla – Parma, 16 Giugno 2013—

E’ un gesto emblematico per attrarre l’attenzione sulla questione greca o una risposta passiva alle sollecitazioni della “troika” la chiusura di ERT (Tv pubblica Greca) da parte del governo ellenico?  Se l’informazione è potere il Governo Greco di poteri ne ha ben pochi a quanto pare. L’ordine dei “commissari UE” era di licenziare 2000 dipendenti e il governo ha risposto con il licenziamento di quasi 2.800 ovvero  con un saldo positivo di 800. Peccato che appartenessero tutti alla struttura della informazione televisiva pubblica ERT.

Dalla sera alla mattina i greci sono rimasti senza informazione di stato. I giornalisti hanno tentato un disperato collegamento in streaming ma niente da fare. Luci spente sulla informazione pubblica. Nemmeno il regime dei “colonnelli” era riuscito a tanto negli anni ’70.

Auguriamoci quindi che si tratti solo di  una provocazione del “premier Samaras” per riportare l’attenzione internazionale alla questione greca piuttosto che del reale tentativo di “oscurare” l’informazione presupposto di un ritorno al regime dittatoriale. Dai carri armati allo spread!

– Il Bavaglio all’informazione

Quello di mettere il bavaglio all’informazione sta diventando  uno sport molto diffuso anche in europa.

Certamente i “turchi” non hanno mai brillato per per sensibilità negoziale ma quello che sta accadendo nelle piazze di Istanbul in questi giorni pare sia drammatico. Tanto drammatico da indurre il governo di Erdogan a multare i media che hanno messo in onda le immagini degli scontri ma soprattutto le scene di violenza di cui la polizia si è resa colpevole in Piazza Taksim. Nella notte tra martedì e mercoledì ci sono stati centinaia di feriti, alcuni dei quali molto gravi, grazie all’abitudine dei poliziotti di sparare lacrimogeni mirando alla testa (e una ragazza è in coma da una decina di giorni). Addirittura sono state arrestate persone che hanno avuto la malaugurata idea di “tweettare” narrando degli eventi, beccandosi una imputazione analoga alla nostra “istigazione a delinquere”. L’escalation dei disordini ha portato persino gli avvocati a scendere in piazza per protestare contro “l’arbitrario” arresto di 40 di loro.

-Conclusioni-

Dalla Grecia e dalla Turchia stanno arrivando segnali molto preoccupanti per la democrazia e la libertà.

Un tempo i regimi dittatoriali si impossessavano delle radio e televisioni, oggi i “regimi finanziari” le oscurano soltanto.