Accanimento terapeutico o harakiri?

Walkirie_cibus

di Lamberto Colla —

Parma, 3 agosto 2013 –

Finalmente una condanna per Berlusconi. E dai e dai ci si è riusciti. Il processo “Mediaset” finalmente è arrivato a conclusione smentendo pure che la giustizia italiana sia lenta, anzi molto rapida, solo 20 giorni per il giudizio di cassazione.  

Adesso speriamo che si volti pagina. Che l’accanimento terapeutico inflitto all’Italia abbia finalmente portato all’estirpazione la causa dei suoli mali e si intraprenda la strada della convalescenza di questo strano Paese. Diviso da vent’anni tra “berlusconiani” e “antiberlusconiani”. Una contesa spesso e volentieri giocata su argomenti di gossip, sulla presunzione di colpevolezza o sulla condotta privata e quando gli argomenti scemavano, qualcuno, riusciva chiudere con “ma non può avere fatto tutto quello da solo” evocando dalla “mafia” alla “massoneria” e chi più ne ha più ne metta.

Basta non se ne può più. Purtroppo non sarà così. Perché senza il nemico Berlusconi la sinistra non avrà più alibi alle sue azioni. Dovrà, finalmente, nelle prossime campagne elettorali, portare dei “programmi” sui quali l’italiano esprimerà un giudizio attraverso il voto. Ma adesso siamo nel guado o forse nel guano, fatto sta che Letta e la sua strana maggioranza , PD e PDL, devono rispondere alle urgenze del Paese, lavoro, imprese (soprattutto piccole e medie) e economia.

Adesso concentratevi sull’Italia, economia, lavoro e imprese 

I primi segnali di ripresa negli Usa sono visibili e frutto di politiche impostate al futuro e non solo all’emergenza finanziaria che aveva avuto il suo culmine nel 2007. La Germania, invece, nonostante sia avvertibile la crisi, registra comunque la curva di disoccupazione più bassa dalla riunificazione. Anche in questo caso il risultato è stato determinato da politiche impostate sul futuro.

Da noi, invece, le alternanze di governo erano solo imperniate sulle politiche di emergenza che per lo più traduceva il tutto in tasse e nella costruzione di teoremi utili a colpevolizzare la precedente amministrazione e giustificare l’intervento di emergenza.

Un giochino che ha portato il nostro paese al limite del collasso.

Siamo precipitati, come riportato dal Sole 24 Ore”, al 73esimo posto nella classifica della Banca mondiale per la facilità di fare impresa, che poi diventa 136esimo per la flessibilità del mercato del lavoro e 116esimo per tempi necessari agli adempimenti fiscali; un credit crunch o stretta creditizia (-5,4% secondo l’ultimo bollettino di Banca d’Italia) che continua a penalizzare anche quelle imprese che avrebbero la capacità di farcela.

Conclusioni

Berlusconi, per buona pace della sinistra, resterà in politica, sarà alla guida di una rinnovata Forza Italia e seppure interdetto dai pubblici uffici porterà le sue walkirie e i suoi dragoni alla competizione elettorale prossima, imminente o remota che sia.  Lo farà per soddisfazione personale, per sfida, o per impegno politico puro, ma ci sarà.

Perciò, caro governo e cara opposizione, ma anche caro B. non è più il tempo delle attese. Ognuno per il proprio interesse personale o di parte ma tutti per l’Italia, i suoi lavoratori e le sue imprese. Dopo i primi 100 giorni il governo Letta ha fatto ben poco, può cominciare, ne ha facoltà. Prego si accomodi. L’Italia e l’italiano non possono più attendere.

Non sarebbe bello trasformare un accanimento terapeutico al harakiri.

 

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