Etichetta, il semaforo non piace ma…

Latte bicchieri_cibus

di Virgilio —
Parma, 06 Agosto 2013  –

 

– Ingannevoli e penalizzanti, ma attenzione alle dosi – Il “Veggie day” proposto dai verdi tedeschi.

 

La proposta della Gran Bretagna metterà in crisi l’export dei grandi formaggi italiani.

 

Assolatte condivide le riserve espresse dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in merito alla decisione della Gran Bretagna di etichettare gli alimenti con il cosiddetto sistema dei “semafori”, che utilizza tre diversi colori per evidenziare il contenuto di grassi, zuccheri e sale.

Questo sistema di codici cromatici, ora in uso per i cibi pronti, sarà esteso in Gran Bretagna anche agli altri prodotti alimentari. E questo senza attendere le nuove regole UE sull’etichettatura nutrizionale previste per il 2014.

Assolatte è da sempre contraria a questo schema di etichettatura perchè oltre ad essere privo di consistenza scientifica è in contrasto con l’obiettivo di armonizzazione delle regole UE in materia d’informazione ai consumatori.
Ma è anche ingannevole: attribuisce infatti un “codice rosso” a molti alimenti senza tener conto delle loro specificità nutritive: considerando solo alcuni componenti dei cibi (come i grassi saturi o sale) e isolandoli dal contesto in cui sono presenti, si rischia di banalizzare la ricchezza e la varietà nutrizionale di alcuni alimenti, tra cui proprio i formaggi.

I nostri formaggi, sia freschi che stagionati, sono alimenti preziosi che fanno parte della dieta mediterranea e sono apprezzati in tutto il mondo per la loro qualità.

 

Nella lettera inviata lo scorso 19 luglio al commissario europeo per la Salute Tonio Borg il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha manifestato le proprie riserve sulla proposta del Regno Unito di etichettare gli alimenti con il cosiddetto sistema dei ‘semafori’ che prevede una gamma di colori (rosso, giallo e verde) per evidenziare i livelli dei grassi saturi,  zuccheri e sale. «Questo sistema considera le caratteristiche dei prodotti in maniera superficiale e rischia di mettere in cattiva luce e discriminare gli alimenti tipici della nostra tradizione, conosciuti ovunque per le loro caratteristiche organolettiche e la loro qualità» ha scritto il ministro italiano al commissario Ue.

La vicenda rischia infatti di mettere al bando salumi, formaggi e dolci, olio e sughi, fiore all’occhiello del made in Italy. Il Sole 24 Ore ha calcolato che in Gran Bretagna un quarto dell’export agroalimentare italiano, secondo quanto risulta dai dati di Federalimentare, riguarda infatti formaggi, salumi e dolci.

 

Attenzione però alle dosi. L’attenzione sulle quantità è stata sottolineata anche dal Sindacato dei Medici Veterinari Pubblici (Si.Ve.M.P.) che rammenta come ad esempio “Il lardo di Collonnata, Igp vanto indiscusso del made in Italy, per fare un esempio, non è propriamente un alimento da raccomandare a grandi dosi…”. Addirittura, i “verdi tedeschi” stanno promuovendo la giornata del vegetariano settimanale,  «Un Veggie Day è una giornata fantastica per provare come ce la possiamo cavare senza salsicce — dice Renate Kunast, il capogruppo verde —. Cucinare vegetariano è molto di più che lasciare da parte la carne»

 

 

 

 

 

 

 

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