Latte spot conferma il record di fine agosto: 51,3€ 100 litri

mandria bovina_cibus

Di Virgilio –

Parma, 5 Settembre 2013 –

 

Unica variazione sensibile si è registrata alla borsa di Parma relativamente al prezzo del burro zangolato ricavato da panna fresca. Dopo diverse settimane di stasi con un secco +5,45%, la preziosa materia prima di diretta derivazione dalla lavorazione del latte destinato alla caseificazione in formaggio Parmigiano Reggiano, ha quotato 2,90€. Un allineamento alla borsa milanese che nella settimana precedente aveva fatto registrare un +4,76% quotando il burro zangolato a 3,30€/kg e confermato nell’ultima seduta borsistica del 2 settembre.

Invariati invece i prezzi delle due principali DOP – Grana Padano e Parmigiano Reggiano – su tutte le piazze. Un aggiustamento del Grana Padano si è registrato a Milano che ha visto migliorare di 5 centesimi la quotazione del 9 mesi portando il prezzo minimo a 6,75€/kg (contro i 6,70€/kg) pur confermando la massima quotazione fissata a 7€/kg.

Come da diverse settimana veniva anche da noi rilevato il maggior fermento lo si è indubbiamente registrato fermento sul latte spot alla Borsa di Verona. Nella due seduta post ferragostane si è assistito a un rimbalzo del 3,16% subito seguito da un ulteriore aumento del 3,16% registrando così il record di sempre a 51,03€/100 litri di latte.

Si tratta del valore massimo mai registrato – sottolinea la Coldiretti – per il latte italiano con un aumento del 22 % rispetto allo scorso anno. L’andamento crescente delle quotazioni è stato determinato a livello internazionale dalla scarsità dell’offerta nei principali Paesi produttori che ha condizionato le importazioni in Italia dove peraltro è in calo il latte raccolto. Dall’inizio della crisi, prosegue la nota, nel 2007 ad oggi hanno chiuso in Italia oltre settemila allevamenti con la produzione di latte che nei circa 38mila allevamenti rimasti nei primi sei mesi del 2013 si è ridotta in media di oltre il 3% rispetto allo scorso anno, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Agea, ma è possibile che il deficit possa ulteriormente aggravarsi.

Il taglio della produzione è stato del 2,45%, in Lombardia, 2,15% in Emilia Romagna, del 2,73% in Piemonte, del 5,86% in Friuli, del 4,70 in Veneto, del 7,86% nel Lazio, del 5,40% in Puglia, del 4,89% in Campania e del -4,76% in Sardegna, con il record negativo fatto segnare nelle Marche (-10,32%).

 

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