+ IVA, – Equitalia

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di Lamberto Colla —

Ultime ore d’estate.  L’autunno alle porte e con esso le prime nebbie, i dolori reumatici padani e la stangatina fiscale che non riusciremo ad evitare. Unica nota di sollievo il blitz in equitalia; che sia stato un rimedio palliativo?

Parma, 20  settembre 2013 –

Spostarla sì, evitarla no. L’aumento dell’Iva al 22%, sembra ormai inevitabile. Lo stesso Ministro  dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, all’indomani della visita del commissario Olli Rehn, pur di non perdere la faccia verso i suoi colleghi europei, ha messo sul tavolo le dimissioni nel caso non venisse aumentata l’aliquota iva dal 21 al 22%. Il limite del 3% del debito pubblico sul PIL non è negoziabile, secondo l’UE, quindi se non vogliamo fare la fine della Ferrari (parole del Commissario Olli Rehn) al talento bisogna aggiungere un motore più competitivo.

– La puntuale “bacchettata” UE  –

Una tempestività impressionante. Alla vigilia di ogni azione governativa dove occorra prelevare altri spiccioli dalle tasche di tutti gli italiani ecco che sbuca un commissario UE. Iva sì o Iva no e “puff” d’incanto si materializza il   Vicepresidente della Commissione Ue e commissario agli Affari economici, Olli Rehn, addirittura in Camera dei Deputati.

L’Italia, come la Ferrari “incarna una grande tradizione di stile, di tecnica e di capacità”, tuttavia per vincere “il talento non basta purtroppo”, ha avvertito il commissario europeo durante l’audizione alla Camera. Serve anche avere “il motore più competitivo, serve esser pronti a cambiare e adeguarsi”.  In seguito ha anche sottolineato che “è in corso l’inizio di una graduale ripresa, che speriamo si consolidi e acquisti slancio”.
Questo a dimostrazione, ha proseguito l’inviato di Bruxelles o di chi sa chi, che “la nostra strategia fatta di consolidamento differenziato e riforme funziona”. Tuttavia “in alcuni paesi, tra cui l’Italia, i dati sulla crescita sono deludenti.”

Ma chi l’ha chiamato questo signore che ha il nome simile a un lubrificante per miscele che utilizzavo nel mio motorino, “simil cross”, per scorrazzare nelle carraie da ragazzino.

E poi perché la schiera infinita di “bocconiani” che “servono” l’Italia, debbano essere indottrinati da estranei su cosa sia meglio fare e, guarda caso, il meglio sta sempre nel fare pagare i cittadini. Le persone sagge gli domanderebbero: “ma cosa avete studiato tanto da fare?”

Equitalia perquisizione in 29 sedi – 

Prontissima la azione di distrazione della popolazione. L’iva s’ha d’aumentare e la gente dovrà pur godere per qualcosa. Cosa gli diamo in pasto per distrarsi, avrà pensato il responsabile della comunicazione e persuasione occulta del governo “ombra”, la “Costa Concordia” si è raddrizzata e ormai sarebbe un casino ributtarla a mare. Pensa che ti ripensa,  chi o cosa il popolo vorrebbe vedere alla gogna? Equitalia! Pronti via, un blitz in stile “Fiamme Gialle a Cortina” e,  all’alba del 19 settembre, 29 sedi vengono perquisite e 5 persone indagate.

Ma come, solo 5 indagati? tanto rumore per nulla. Equitalia si costituisce parte civile nei confronti dell’unico dipendente indagato (sospeso per il momento).

– Domanda: solo 5 indagati per 29 perquisizioni? –

Solo per fare un paragone. A fine giugno, un analogo blitz fu realizzato a Parma. Cinque furono gli arresti e non solo indagati nella operazione “Stolen Tax” ai quali si aggiunsero da subito 2 imprenditori con l’obbligo di firma e un maresciallo dei Carabinieri indagato. Tra gli arrestati figurava un “faccendiere”, un “avvocato”, un dipendente della Agenzia delle Entrate e, guarda caso, un ufficiale di riscossione di “Equitalia”.  Quindi che da 29 agenzie di Equitalia perquisite escano solo 5 indagati mi conferma il sospetto che sia stata messa in atto una “Cura Palliativa”, una azione “diversiva”,  per fare digerire, senza troppo dolore, il prossimo prelievo di 103 euro, secondo la stima di CGIA di Mestre.

 

 

 

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