Io non c’ero e se c’ero dormivo!

 

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di Lamberto Colla —

 

… ma per la liquidazione sarà molto sveglio.  Sarà ancora record?

 

Parma, 29 settembre 2013 –

Non passa giorno che qualcuno, di quelli che contano ovviamente,  non perda occasione per  dimostrare quanto, noi italiani,  siamo beceri, ignoranti e permissivi. Tutti noi a sgobbare e loro invece a farsi belli davanti alle telecamere quando le cose van bene, liquidati con montagne di soldi quando vanno male. Già perché la solita nomenclatura non paga ma incassa soltanto. Un benefit così importante in grado di ripagarli anche delle figure di  m… che sono obbligati a fare.

L’ultima figuraccia è toccata al Presidente Telecom Italia. Non un circolo bocciofilo ma una azienda considerata di importanza strategica nazionale, il cui valore in borsa è di 7,7 miliardi di euro, sta per essere ceduta per soli 300 milioni agli spagnoli di Telefonica e il massimo vertice vuole fare credere che la notizia gli sarebbe giunta da una “velina, giornalistica s’intende.

Questo signore, al quale hanno “sottratto l’azienda a sua insaputa”, si chiama Franco Bernabè. Non un “babbano” qualsiasi.

Una domanda sorge spontanea: ma come, non era lui quel Franco Bernabè nominato ai vertici di Telecom proprio da quella stessa Telco che oggi, attraverso la controllata Telefonica, è in procinto di acquisire la compagnia telefonica tricolore?

“Non sapevo”, ha dichiarato in audizione alla commissione Industria e lavori pubblici del Senato, commentando così il passaggio di proprietà dell’impresa di telecomunicazione, ”abbiamo avuto conoscenza dalla lettura dei comunicati stampa della recente modifica dell’accordo parasociale tra gli azionisti di Telco (azionista di maggioranza di Telefonica con il 66%)”.  Bernabè nel corso dell’intervento ha poi confermato l’impegno di Telecom Italia a procedere allo scorporo della rete da Telecom. Ma quale impegno! E soprattutto  cosa può rassicurare uno che ha appena ammesso di essere stato all’oscuro di tutto? Per inciso, sulla questione dello scorporo della rete fissa da Telecom, come si è letto sul quotidiano finanziario MF, questo non sarebbe gradito al gran capo di Telefonica Cesar Allerta.

C’è da scommetterci invece, il suo impegno sarà totale per ottenere una liquidazione da record, come hanno giustamente ottenuto i suoi predecessori, tra i quali anche lui stesso già figura (come più avanti leggerete).

– Presidente plenipotenziario  –

Era il 13 aprile 2011 quando il cda di Telecom  Italia rinnovò la governance dell’azienda: Bernabè assunse la carica di Presidente esecutivo, mentre Marco Patuano l’AD. Con quel rinnovo Bernabè assume infatti “la legale rappresentanza della società, come per statuto, e tutti i poteri necessari per compiere gli atti pertinenti all’attività sociale nelle sue diverse esplicazioni; il governo complessivo del gruppo, ivi incluso il coordinamento dell’attività dell’amministratore delegato, e la definizione delle linee di indirizzo strategico dell’impresa; la responsabilità delle operazioni straordinarie e di finanza straordinaria da proporre al consiglio di amministrazione”, come riportava il comunicato ufficiale.

Non un presidente di facciata ma un plenipotenziario! 

Chi è Franco Bernabè – 

Se un Presidente Plenipotenziario di una società che vale 7,7 miliardi di euro non è a conoscenza di una operazione strategica di questa portata deve essere un “babbano” e, a questo punto, non si comprende chi sia il vero vertice della azienda. Ma Franco Bernabè non dovrebbe essere un “babbano” qualsiasi, stando almeno al suo curriculum.

Bernabè è stato amministratore delegato di Eni, dal 1992 al 1998.

Nel novembre 1998 viene scelto come Amministratore Delegato di Telecom Italia. Si dimette (7 mesi dopo ndr) a seguito del successo dell’OPA lanciata da Olivetti  di Roberto Colaninno.

Nel 1999 è stato nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Massimo D’Alema come rappresentante speciale del governo italiano per la ricostruzione del Kosovo; tra il 2001 e il 2003 è stato Presidente della Biennale di Venezia, e nel 2004 è Presidente del MART di Trento e Rovereto, importante museo italiano di arte moderna.

E’ stato inoltre presidente e azionista di maggioranza di FB Group, società di investimenti nei settori dell’ICT e delle energie rinnovabili che aveva fondato dopo aver lasciato Telecom Italia nel 1999.

Bernabè, il 3 dicembre 2007, è stato nominato da Telco (Holding a capo di Telefonica) Amministratore Delegato di Telecom Italia tornando nell’azienda da lui guidata prima della gestione Tronchetti Provera e prima della gestione Colaninno.

Prima del ritorno in Telecom è stato Vice Presidente di Rothschild Europe, in seguito al conferimento in Rothschild Spa, nel 2004, della società di advisory finanziario da lui fondata nel 1999.

Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia del 13 aprile 2011 lo ha nominato Presidente Esecutivo (Chairman of the Board and Chief Executive Officer).

Infine, pare, sia membro dello steering committee (traduzione: comitato al quale è demandato il compito di individuare le linee strategiche ndr) del Gruppo Bilderberg. Nel 2012 ha partecipato alla riunione del Club presso Chantilly, Virginia, Stati Uniti.

-Telecom e le liquidazioni d’oro –

Nella classifica delle aziende che hanno elargito le più elevate liquidazioni, Telecom occupa il secondo e il terzo posto assoluto. Al primo posto la FIAT con la liquidazione erogata nel 1998 a Cesare Romiti dopo 24 anni di onorato servizio al lingotto che ammontò a 101,5 milioni di euro.

Al secondo posto in assoluto la liquidazione che spettò a Roberto Colaninno quando lasciò Telecom, a due anni di distanza dall’Opa, per la modica cifra di 25,8 milioni di euro. Al terzo posto assoluto il Franco Bernabè che, a seguito dell’ingresso di Colaninno in Telecom nel ’99, venne liquidato, dopo soli 7 mesi di operatività da AD, con 7,5 milioni di euro.

-Conclusioni-

Nessuna novità, i veri Babbani siamo noi!

Bernabè si consolerà con una liquidazione che, se solo sarà equiparabile a quella precedente, dovrebbe aggirarsi intorno a 72 milioni (1 milione al mese per 6 anni di apicalità). Sarà ancora record?

Franco Bernabè

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