Varsavia, chiusa con un flop la conferenza sul clima

 

 

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Colpevole mancanza di responsabilità da parte dei Governi che continuano a sottovalutare la gravità della crisi climatica

Legambiente, 23 novembre 2013 – –

 

A Varsavia si è imposta ancora una volta la pericolosa politica del rinvio. Rimandata alla primavera del 2015 la prima formulazione degli impegni di riduzione delle emissioni in preparazione della Conferenza di Parigi del dicembre 2015 dove si dovrà sottoscrivere il nuovo accordo globale sul clima.

Ci stiamo avventurando verso un surriscaldamento del pianeta di oltre 4°C con scenari apocalittici. Serve un’inversione di rotta. E’ il grido di allarme lanciato nelle scorse settimane dal nuovo rapporto dell’IPCC. Gli scienziati del panel intergovernativo dell’Onu sui cambiamenti climatici avvertono che non è più possibile continuare su questa strada. E’ il tempo di agire. Il livello di ambizione comunitario degli obiettivi climatici ed energetici deve essere coerente con la traiettoria di riduzione delle emissioni di gas-serra di almeno il 95% al 2050, in grado di contribuire a contenere il riscaldamento del pianeta almeno al di sotto della soglia critica dei 2°C. “Pertanto l’Unione europea entro il 2030 deve impegnarsi almeno al 55% di riduzione delle emissioni interne come contributo ad un accordo globale ambizioso e giusto, ispirato al pieno rispetto dei principi di equità e delle comuni ma differenziate responsabilità e capacità tra paesi industrializzati emergenti e in via di sviluppo. Nello stesso tempo per una reale transizione verso un sistema energetico a zero emissioni di carbonio, l’Europa entro il 2030 deve impegnarsi a raggiungere il 45% di energia rinnovabile e tagliare il consumo di energia del 40%.

Presentata nel corso della Conferenza la classifica di Germanwatch, il rapporto annuale sulla performance climatica. Nessun paese sino ad ora ha messo in campo politiche in grado di contribuire seriamente a vincere la sfida climatica. Le emissioni hanno raggiunto un nuovo picco a livello globale. Tuttavia il rapporto evidenzia un segnale di speranza. Per la prima volta si registra un rallentamento della crescita delle emissioni. Leggi tutto

 

(fonte Legambiente)

 

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