Povero Ministero dell’Agricoltura

- Foto di Thomas Corradi -

– Foto di Thomas Corradi –

Abrogato con referendum nel 1993, il “Ministero dell’Agricoltura” perde la sua seconda Ministra della storia e quel che è peggio il quinto ministro in 5 anni.

di Lamberto Colla – Parma, 28 gennaio 2014 –

 

La tormentata storia del dicastero agricolo inizia nel 1993 quando, attraverso il referendum, i cittadini decisero che non aveva più ragion d’esistere in forza del trasferimento legislativo in materia agricola avvento dallo Stato alle Regioni. Rapidamente risorto come Ministero del Coordinamento delle Politiche Agricole (1993) per assumere, subito dopo, la denominazione di Ministero delle Risorse Agricole Alimentarie  Forestali viene coinvolto in diverse riforme dal 1999 al 2006 l’ultima delle quali sotto il Governo Prodi è dove assume l’attuale denominazione di Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF).

La rapida resurrezione ministeriale fu determinata, per raccontarla tutta, dalla necessità di rappresentanza degli interessi unitari dell’Italia in seno all’Unione europea, al fine di evitare soprattutto la perdita dei fondi della PAC (Politica Agricola Comune).

 

Seconda rappresentante del mondo femminile nella storia del dicastero agricolo (la prima fu Adriana Poli Bortone durante il primo Governo Berlusconi), Nunzia De Girolamo, ha preferito dimettersi, piuttosto di rischiare la “sfiducia” parlamentare, per impegnarsi nella difesa (per ora non è indagata) dei fatti emersi dalle registrazioni illegali avvenute entro le mura domestiche.

Dimissioni che Nunzia De Girolamo ha così giustificato: “Ho deciso di lasciare un ministero perché la mia dignità vale più di tutto questo ed è stata offesa da chi sa che non ho fatto nulla e avrebbe dovuto spiegare, perché era suo dovere prima morale e poi politico”

 

Cinque Ministri in cinque anni però sono obiettivamente troppi soprattutto alla luce dell’imminenza di EXPO2015, e del Semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea.  E forse proprio per queste ragioni o per trovare “asilo” a qualche politico da troppo tempo parcheggiato che si sta scatenando la bagarre per la poltrona agricola che invece la  Lega Nord vedrebbe volentieri definitivamente rottamata. Il Segretario Matteo Salvini, infatti, coglie l’occasione per rispolverare i temi federalistici del movimento e posta su web la sua opinione poi ripresa in Commissione Agricoltura dall’On. Caon (LN).  «Chi sarà il nuovo ministro dell’Agricoltura? – ha postato Salvini -Spero nessuno. Visto che dopo Zaia c’è stato il nulla, perché non lasciare che siano le Regioni a gestirsi le politiche agricole? Indipendenti, da Roma e da Bruxelles».

Intanto sarà Enrico Letta stesso a assumere l’incarico poi si vedrà.

Giusto per rinfrescare la memoria della ultime 5 meteore agricole “dopo Zaia”:

  1. Giancarlo Galan (IV Berlusconi) 16/4/2010
  2. Francesco Saverio Romano (IV Berlusconi) 23/3/2011
  3. Mario Catania (Monti) 16/11/2011
  4. Nunzia De Girolamo (Letta) 28/4/2013
  5. Enrico Letta ad interim (Letta) 27/1/2014

 

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