Giornata mondiale dell’acqua.

 

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Attenzione al consumo dell’acqua attraverso gli alimenti. WWF: “L’agricoltura è il settore economico più assetato d’Italia”. Il Caso “Mutti” di Parma, un esempio di sostenibilità.

di Virgilio – Parma 22 marzo 2014 –

In occasione della “Giornata Mondiale dell’Acqua”  – 22 marzo – il WWF invita a porre attenzione allo spreco d’acqua che avviene attraverso i cibi assumendo maggiore consapevolezza quando si sceglie la “fettina di carne, la pasta o la frutta esotica”. Mediamente, stando al rapporto “L’impronta idrica dell’Italia”, realizzato  da Marta Antonelli e Francesca Greco del King’s College London, gli italiani consumano circa 6000 litri d’acqua pro capite al giorno comprendente anche l’acqua “importata” con i beni.

“L’impronta idrica – rileva il WWF – della produzione in Italia ammonta a circa 70 miliardi di m3 di acqua l’anno. L’agricoltura è il settore economico più assetato d’Italia con l’85% dell’impronta idrica della produzione, comprendendo l’uso di acqua per la produzione di colture destinate all’alimentazione umana e al mangime per il bestiame (75%), e per pascolo e allevamento (10%).

Il restante 15% dell’impronta idrica della produzione è suddiviso tra produzione industriale (8%) e uso domestico (7%).” Ma non tutto è negativo, quello che riporta il documento dell’organizzazione ambientalista ma esistono esempi virtuosi di sostenibilità.

E’ appunto il caso MUTTI portato come esempio di “sostenibilità  made in Italy”.

“A partire dal 2010 Mutti, azienda leader di mercato nella produzione di  pomodoro , ha analizzato con il WWF Italia e il sostegno dell’Università della Tuscia i consumi idrici della propria produzione, utilizzando come indicatore di sostenibilità proprio l’impronta idrica, dalla coltivazione dei pomodori al confezionamento del prodotto finito.

I risultati mostrano come l’impronta idrica dell’approvvigionamento delle materie prime rappresenti il 98% del totale, con il ruolo predominante (84%) della coltivazione del pomodoro. Con l’impegno di ridurre sia l’impronta idrica (-3% entro il 2015) attraverso misure per migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’irrigazione  e l’uso di fertilizzanti, Mutti ha coinvolto tutta la filiera agricola in un percorso concreto a favore dell’ambiente (http://www.mutti-parma.com/wwf#), sperimentando un innovativo servizio di gestione dell’irrigazione con l’obiettivo di limitare l’uso di acqua ai soli volumi e periodi necessari. Le aziende agricole coinvolte sono riuscite così a risparmiare in media il 14% dell’acqua.

L’esperienza di Mutti dimostra come attraverso tecnologie e investimenti mirati sia possibile ridurre l’impatto ambientale di un settore strategico come quello agricolo. Rappresenta un esempio virtuoso poiché sta aumentando il livello di eccellenza delle proprie produzioni rendendole sempre più coerenti a obiettivi ambientali misurabili e tangibili, un’assunzione di responsabilità su questioni ambientali che sono di carattere globale ma che dipendono dalle scelte individuali e imprenditoriali.”

 

 

 

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