Riso, preoccupa l’importazione dai PMA

 

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La situazione dell’import di riso dai Paesi Meno Avanzati (PMA).

di Virgilio – Parma, 25 marzo 2014.

La proiezione a fine campagna porterebbe ad un rilascio di titoli per circa 610.000 tonnellate, con un aumento di 123.000 tonnellate (+25%) rispetto al dato record della scorsa campagna (487.000 tonnellate) che comporterebbe sicure e serie ripercussioni per la filiera risicola sia italiana sia comunitaria.

E’ quanto emerge dalla analisi del monitoraggio effettuato dall’Ente Nazionale Risi di Milano.

“Nel monitorare le importazioni a dazio zero dai PMA, l’attenzione, sino ad oggi, si è principalmente focalizzata sulla Cambogia che, dall’inizio della campagna di commercializzazione 2013/2014 e sino alla fine di febbraio 2014, ha esportato verso l’UE circa 115.000 tonnellate di riso lavorato (secondo i dati del monitoraggio operato dalla Commissione europea, da gennaio ad agosto 2013 compreso, le tonnellate di riso lavorato importate dalla Cambogia ammontavano a 132.000 circa).

La conseguenza di quanto sopra è preoccupante, atteso che se le importazioni da tale paese dovessero proseguire nel corso della campagna con questo trend, potremmo arrivare ad agosto 2014 con un livello di importazione di riso lavorato pari a 230.000 tonnellate (circa 50.000 tonnellate in più rispetto alla scorsa campagna).

Ora, l’attenzione alle importazioni dai PMA deve essere estesa anche agli altri paesi meno avanzati che, sino ad oggi, non hanno sfruttato i benefici loro offerti dal sistema EBA.”

Una preoccupazione subito presa in carico da parte del Ministro Maurizio Martina il quale in una nota del Ministero fa sapere che le
“Per le produzioni risicole dell’Unione europea, e in primo luogo per quella italiana, le importazioni di riso dalla Cambogia e dal Myanmar hanno comportato squilibri di mercato. Ciò rappresenta, sia nel medio che lungo periodo, un forte rischio per i nostri produttori”.
Una questione importante per tutto il comparto risicolo nazionale che è stata portata sul tavolo del Consiglio europeo dei Ministri dell’Agricoltura e della Pesca in corso oggi a Bruxelles.
“La Commissione europea – ha aggiunto Martina – ha evidenziato l’aumento complessivo della richiesta di certificati di importazione che risulta, ad oggi, pari quasi al 25%, per il riso lavorato, rispetto alla campagna precedente. Le importazioni nell’Unione europea di riso lavorato proveniente dalla Cambogia, rappresentano oltre il 20% del totale importato e questo Paese è diventato il principale fornitore estero di riso, confermando, di fatto, le analisi commerciali, peraltro reiterate, della delegazione italiana. Per questo – ha spiegato il Ministro – abbiamo sollecitato oggi (24 marzo ndr) la Commissione europea a fornire un analisi di impatto e a mettere in atto misure opportune che possano contrastare questo fenomeno”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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