Parmigiano e Padano confermano il periodo di debolezza.

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La dodicesima settimana è stata caratterizzata dalla conferma di debolezza dei listini delle due principali DOP nazionali. In pausa i listini del Burro mentre il Latte Spot ha ceduto nuovamente in apertura della settimana in corso.

di Virgilio –

Parma 26 marzo 2014 —

 

La settimana che va dal 17 al 21 marzo ha, in via generale, riproposto i segnali di debolezza del comparto. Le de principali DOP, Parmigiano Reggiano e Grana Padano, proseguono il loro percorso in riduzione di listino nelle principali piazze di contrattazione. Nello specifico il Grana Padano ha perduto 5 e 10  centesimi a Mantova per le stagionature di 10 e 14-16 mesi rispettivamente. Identico andamento è stato registrato a Milano dove il 9 mesi è stato quotato tra 7,10 e 7,25€/kg mentre il 15 mesi si è collocato tra 7,80 e  8,45€/kg.  Perdite tra i 5 e i 10 centesimi anche per il Parmigiano Reggiano DOP. Sulla piazza di riferimento parmense il 12 mesi ha fissato i listini tra 8,85 e 9,20€/kg mentre il 24 mesi con una perdita dello 0,96% ha chiuso tra 10,15 e 10,50€/kg.

Sul fronte del Burro e della Crema i listini si sono presi un momento di pausa, così come pure il Latte Spot trattato a Verona. Per quest’ultimo prodotto però la tregua sembra finita. Un marcato calo del 3,49% è stato infatti registrato lunedi (24 marzo) a Verona dove la quotazione è stata fissata tra 41,76 e 43,82/100 litri di latte.

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– Il Latte in gravidanza fa bene alla mamma e al bambino –

Un bicchiere di latte al giorno infatti assicura tanti nutrienti, fondamentali per una gravidanza in salute. Fa bene alla mamma per il contenuto di importanti elementi tra i quali le vitamine che aiutano la salute e la bellezza in gravidanza, tra cui la vitamina A, C, D, E e K, l’acido folico e la riboflavina. Ma fa molto bene anche ai bambini. Come è stato pubblicato sull’European Journal of Clinical Nutrition, i figli delle donne che bevono latte in gravidanza, circa un bicchiere al giorno, diventano anche più alti. I ricercatori hanno misurato l’altezza di circa 800 ragazzi danesi di 25 anni; confrontandola con il consumo di latte da parte delle madri in gravidanza si è notata una certa correlazione positiva tra l’assunzione dell’alimento e la statura dei giovani, sia maschi sia femmine.

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