Il Wine kit per fare il Verdicchio.

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Per la prima volta tutto sul “prodotto polverina” che fa il sound sui grandi vini del Made in Italy. “Guardare il mostro negli occhi”.

(Jesi, 31 marzo 2014). Primo piano lunedì 7 aprile a Vinitaly su vino, italian sounding e falsi con “in vino mendacium” e il wine kit del Verdicchio, il vino bianco più premiato d’Italia, nello stand delle Marche (ore 11,00  Pad 7, C 6/7/8/9). Con l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT) e l’Università Politecnica delle Marche si sveleranno pericoli, segreti e bugie dei wine kit – sciroppi e ‘polverine’ che “riproducono” in 4 settimane i grandi vini del mondo a circa 1 euro a bottiglia –  in una degustazione comparata tra vero e falso Verdicchio “dei Castelli Canadesi”, completa di analisi del prodotto. Un fenomeno, quello dell’italian sounding e delle contraffazioni, che sottrae all’agroalimentare italiano 60 miliardi di euro l’anno, con almeno 20 milioni di bottiglie di pseudo vino realizzate attraverso le ‘polverine’ provenienti soprattutto da Usa, Canada e Gran Bretagna. E che per il Verdicchio minaccia un export di oltre 8 milioni di bottiglie, circa la metà della sua produzione.

“Tutti parlano dei famigerati kit per fare i vini italiani famosi nel mondo – ha detto il direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, Alberto Mazzoni –  ma nessuno si è mai preso la briga di ‘guardare il mostro negli occhi’. Con questa iniziativa denunciamo una mistificazione che, di giorno in giorno, ci toglie sempre più spazi di mercato e oltretutto presenta un prodotto che nulla ha a che vedere con il Verdicchio, un vino inimitabile, frutto di tecniche specifiche e indissolubilmente legato al territorio. Occorre perciò un grande lavoro di tutela – ha concluso Mazzoni – ma anche di sensibilizzazione del pubblico sul fronte della qualità e della certificazione”.

All’evento partecipano anche l’assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Maura Malaspina e Neri Marcorè.

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