Rivoluzione francese al femminile

Rivoluzione francese al femminile

Francia_la-liberta-che-guida-il-popolo-delacroix-louvre-lens_cibus1

Marine Le Pen avanza come un panzer. Il trono di Hollande arroccato tra la “regina” (ex compagna) Segolene Royal che ritorna al dicastero dell’Ambiente e Nucleare e la solida “torre” d’origine spagnola Anne Hidalgo prima Signora Sindaco di Parigi.

di Lamberto Colla —

Parma, 06 aprile 2014 –

Se per molti uomini le donne sono gioie e dolori, Francois Hollande è il simbolo di questo motto popolare. A dare l’ultima spallata alla sua popolarità è stata senza dubbio la liaison à trois che l’ha visto protagonista pochi mesi orsono. Una popolarità peraltro mai stata alle stelle.

Le votazioni amministrative della scorsa settimana hanno consentito di misurare la febbre del malumore del popolo francese. «Hollande nella trappola di una disfatta storica», titolava in prima pagina Le Monde, all’indomani della pesante sconfitta del Partito socialista alle amministrative. «La sconfitta è in realtà una disfatta, senza precedenti o quasi da mezzo secolo – si legge nell’editoriale – nulla ha spinto gli elettori di sinistra, in particolare i socialisti, a mobilitarsi. Vedono sfuggire loro 151 città, compresi bastioni che si ritenevano imprendibili e che costituivano delle roccaforti del socialismo municipale. La destra, al contrario, registra una vittoria che va al di là delle proprie speranze».

Destra o sinistra che sia, fatto sta che in questo particolare contesto chi si è distinto sono state solo le donne e in particola tre di cui sentiremo, molto probabilmente, parlare sempre di più.

Marine Le Pen fedele alle sue idee, e senza abbandonarsi a strane alleanze, aggiorna il partito che era del padre Jean Marie Le Pen e con determinazione promuove le idee rinnovate . Dai banchi dell’opposizione ha fatto le sue battaglie politiche con coerenza, non ha mai cercato poltrone ma è andato alla ricerca dei consensi.  I risultati sono stati storici; oggi il FN Front National è il terzo partito francese e alle prossime elezioni europee del 25 maggio ne vedremo delle belle. Infatti, anche in forza della crisi economica che, seppure in misura inferiore, ha colpito i cugini d’oltralpe, l’euroscettismo è salito parallelamente alla crescita di consensi di Marine Le Pen.

La poderosa avanzata della destra di Marine si è arrestata alle porte di Parigi protetta da un’altra donna di elevata caratura.

Anne Hidalgo. “Merci Paris” disse appena eletta primo sindaco donna di Parigi e “Merci Anne” avrebbe dovuto urlare Hollande. Per  merito della Hidalgo, Parigi è rimasta in mano socialista. Una vittoria che, come molti commentatori hanno sottolineato, è stata ottenuta sulla base di una buona amministrazione e non certo per la politica espressa dal governo centrale.

Salvata la faccia in extremis dalla vittoria della Hidalgo, Hollande non ha potuto che correre ai ripari e fare un rimpasto di governo. Sostituisce il primo ministro inserendo al posto di Jean-Marc Ayrault il 51enne Manuel Carlos Valls, considerato il Renzi di Francia o il Sarkozy di sinistra. Chissà se riuscirà a fare emergere anche  una sua identità e personale impostazione della politica di rinnovamento così fortemente richiesta dai  suoi cittadini.

La poltrona di primo ministro, se il presidente non fosse stato l’attuale, sarebbe andata a un’altra donna, quella Segolene Royal che fu sua compagna di partito e di vita prima della Valerie Trierweiler in seguito a sua volta deposta dalla Julie Gayet. Sarà lei, Segolene, a reggere il dicastero dell’ambiente e del nucleare e a fare da solida spalla a Manuel Carlos Valls (di origine spagnola come la Hidalgo) dall’alto della sua autorevolezza.

La Francia quindi si affida alle donne o meglio, le donne prendono per mano la Francia in un momento delicato, e c’è da esserne certi, porteranno una ventata di rinnovamento che andrà da sinistra a destra.

Così come fu nel 1791, le donne sono in prima linea a fianco degli uomini a fare la rivoluzione. L’altra metà del cielo, porta in dote i suoi elementi tipici: concretezza e tradizione, creatività e dolcezza, forza e istintività. Gli elementi essenziali e complementari alle doti del genere maschile.

Non servono le quote rosa per fare emergere le donne, basta che decidano di farlo e il posto lo conquistano, a tutto vantaggio della società, dalla famiglia all’impresa economica o alla vita politica.

Stiamo a osservare la Francia e a sperare che anche in Italia presto emergano alcune esponenti del genere femminile capaci di arricchire il tasso di creatività e determinazione della nostra classe politica.