Qui gatta ci cova. MOODY’S vede positivo solo per l’Italia

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Mentre Confcommercio registra e divulga gli ultimi pesanti dati della nostra economia, l’agenzia di rating Moody’s prevede per l’Italia  un prossimo futuro roseo. 

di Lamberto Colla —

Parma, 11 maggio 2014 –

Viene da diffidare sulle previsioni che l’agenzia di rating Moody’s ha divulgato nelle scorse ore riguardo l’eurozona e perciò anche l’Italia.

Il PIL può crescere del 2% entro il 2015, raccontano gli analisti dell’agenzia americana, addirittura in controtendenza rispetto  i rilievi scettici della stessa Commissione Europea che intravedeva per l’Italia una stima di crescita inferiore a quella annunciata dal Governo. Unico dato rivisto in positivo tra quelli europei.

Vero che la fiducia degli italiani si è leggermente ripresa per effetto delle cure palliative di Renzi ma la stagnazione dell’economia, sta mortificando i consumi e cambiando le abitudini di vita degli italiani.

Confcommercio, a tal riguardo, appena 24 ore prima l’exploit di Moody’s, aveva annunciato, attraverso il presidente Sangalli,  che ”Per i consumi non è ancora arrivata la primavera”. ”Il dato di oggi, peggiore del previsto, conferma un’Italia in bilico tra due stagioni molto diverse: la prima – ha affermato nel corso del suo intervento di saluto all’Assemblea pubblica di Confcommercio Lazio – è quella di un’Italia in cui i segnali di ripresa, per quanto deboli, autorizzano un po’  di ottimismo, l’altra, quella del mercato interno, invece, continua a soffrire ed è ferma al palo perché le famiglie ancora scontano gli effetti della crisi, e di conseguenza sono costrette a ridurre i consumi”. In conclusione ”c’è una grande voglia di ripartire – ha osservato Sangalli – che va immediatamente sostenuta. Il governo Renzi dispone di un importante capitale di fiducia che deve essere sostenuto e valorizzato realizzando quella ricetta che da tempo portiamo avanti: piu’ riforme, più lavoro, meno tasse e meno spesa pubblica”.

L’Indicatore dei Consumi di Confcommercio (ICC) è stato, suo malgrado, impietoso nel diffondere i dati di marzo che hanno segnato l’ ennesimo segno meno per i consumi delle famiglie: -2,1% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso (-2,3% la domanda per i beni e -1,6 quella per i servizi) e -0,1% rispetto a febbraio (stessa percentuale negativa per beni e servizi).

E se per un nonnulla siamo tecnicamente fuori dalla recessione, la crisi economica (-9 punti di Pil perduti in 6 anni) sta falcidiando il tessuto economico e conseguentemente quello sociale del nostro bel Paese. Secondo il Rapporto di Confartigianato 3.247.700 italiani sono disoccupati, ai quali si aggiungono 1.703.500 inattivi ‘scoraggiati’ (vale a dire che non cercano lavoro perché ritengono di non riuscire a trovarlo) e 330.900 cassintegrati, per un totale di 5.282.100 persone che vivono gravi difficoltà nel mercato del lavoro.

Conclusioni

E’ un cane che si morde la coda. Le imprese chiudono, i disoccupati aumentano andando a infoltire la fascia di povertà, ne consegue che i consumi legati al mercato interno possono solo “infelicemente decrescere”. Non si vede come potrebbe l’economia riprendere entro il breve periodo di 12 mesi.

Non vorrei perciò prendere in considerazione l’eventualità che Moody’s sia ancora una volta intervenuta nel contesto politico italiano questa volta a contrastare l’euroscetticismo dilagante in vista delle elezioni europee del prossimo 25 maggio.

A pensare male si fa peccato ma, come sosteneva Andreotti, spesso si indovina.

 

 

 

 

 

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