Frodi La crisi fa aumentare il rischio di frodi alimentari.

parmesano_peru_ago07_700x400_cibusSecondo il più recente sondaggio condotto da Coldiretti/Ixé, la stragrande maggioranza degli italiani non si sente tutelata dalle leggi dell’UE in materia di sicurezza alimentare.

– di Virgilio Parma 21 Maggio 2014 —

Due Italiani su tre ritengono che la crisi economica abbia fatto aumentare i rischi alimentari. E’ quanto emerge dall’indagine condotta da Coldiretti/Ixe’ i cui dati sono stati presentati esposizione “Con trucchi ed inganni l’Unione Europea apparecchia le tavole degli italiani” al maxi raduno con diecimila agricoltori dalle diverse regioni a MICO – Fiera Milano Congressi. Una quota consistente dei detentori di questo convincimento, il 24%, attribuisce la responsabilità alla diffusione dei cibi low cost, il 21 per cento all’apertura delle frontiere a paesi comunitari e il 20 per cento alle diffusione delle frodi dovuta alla necessità della malavita di trovare nuove aree di business. Una analisi che fotografa bene la realtà dei fatti poiché in Italia dall’inizio della crisi sono più che triplicate le frodi a tavola con un incremento record del 248 per cento del valore di cibi e bevande sequestrati perché adulterate, contraffatte o falsificate, secondo  l’analisi della Coldiretti sulla base della preziosa attività svolta dai carabinieri dei Nas dal 2007 al 2013. A peggiorare la credibilità dell’Unione Europea hanno certamente contribuito – sostiene la Coldiretti –  gli episodi di truffe ed inganni che si sono moltiplicati nel tempo della crisi, dallo scandalo della carne di cavallo agli inganni a danno di prodotti simbolo del Made in Italy, con il concentrato di pomodoro proveniente dalla Cina, l’olio di oliva proveniente dalla Spagna o i prosciutti provenienti dalla Germania “spacciati” per Made in Italy per l’impossibilità di fare trasparenza sulla provenienza degli alimenti. Non tutti pero’ – continua la Coldiretti – la pensano così con il 31 per cento che ritiene invece che l’Ue non abbia modificato nulla ed il 25 per cento che addirittura abbia migliorato l’alimentazione degli italiani mentre un residuo 9 per cento non risponde. Proprio sulla base delle scelte discutibili che sono state spesso fatte, dall’indagine Coldiretti/Ixe’ si evidenza anche che il 52 per cento degli italiani ritiene che l’Ue non dovrebbe legiferare e decidere sui cibi che gli italiani consumano, mentre il 42 per cento ritiene il contrario e il 6 per cento non risponde. Sta di fatto che il diffuso sentimento di insicurezza alimentare non è solo determinato da una “percezione soggettiva” ma anche il risultato di riscontri oggettivi. Nel corso del 2013, infatti come rileva l’indagine Coldiretti /Ixé, sono aumentati del 14 per cento gli allarmi alimentari in Italia con ben 514 notifiche sulla sicurezza di cibi e bevande potenzialmente dannosi per la salute, sulla base del sistema europeo di allerta rapido per alimenti e mangimi (RASFF), rispetto al 2007 in cui è iniziata la crisi. Si tratta – conclude la Coldiretti – di un balzo record nel numero di notifiche nazionali al sistema di allerta comunitario per la prevenzione dei rischi alimentari, rispetto allo stesso periodo di cinque anni fa, prima dell’inizio della crisi.

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