IGP Presto il riconoscimento europeo per la “Piadina Romagnola IGP”

Sulla Gazzetta europea il documento che prelude al riconoscimento definitivo. Rabboni: una bella notizia per un prodotto che parla in tutto il mondo della nostra regione.Rimini_Grand_hotel_cibus

di virgilio – Parma – 22 maggio 2014

Il già ricco carnet di prodotti tipici emiliano romagnoli riconosciuti dall’Unione Europea si arricchisce ancora. La Piadina Romagnola ha infatti imboccato la strada definitiva per essere riconosciuta IGP (indicazione Geografica Protetta). A divulgarne la notizia è lo stesso ufficio informazione della Regione Emilia Romagna. La procedura prevede ancora un periodo di tre mesi d’attesa per la raccolta delle osservazioni prima della definitiva registrazione dell’indicazione geografica d’origine. La storia della piadina romagnola ha origini antichissime risalente addirittura al periodo degli Etruschi i quali usavano preparare una pastella con i cereali, che veniva poi cotta con una forma tonda. Un prodotto già notissimo in tutto il mondo che ben si associa con i tanti atri prodotti della cucina emiliano romagnola accompagnandoli in talune circostanze o addirittura promuovendoli in altre. Dal prosciutto, e salumi in genere, al formaggio prediligendo lo squacquerone ovviamente la Piada, nelle sue diverse declinazioni, riesce sempre a dare soddisfazione ai palati e a trasmettere la contagiosa solarità della romagna.  “Una bella notizia per un prodotto che in tutto il mondo parla di questa regione e delle sue tradizioni  enogastronomiche. L’Igp  per la piadina romagnola porterà  a 40 il numero delle specialità del nostro territorio tutelate nella loro unicità dall’Europa. E’ un primato nazionale ed è il riconoscimento di un’agroalimentare straordinariamente ricco di storia, di tradizione, biodiversità e tipicità,  che ha saputo conciliare modernità e identità.  Tra non molto, fuori dalla Romagna nessuno potrà più usurpare  il nome di questo prodotto unico e  irripetibile”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni commenta  la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Ue  del “documento unico” per  il riconoscimento della Igp Piadina romagnola – Piada romagnola. Dove e come si produce la “Piada Romagnola”
La zona di lavorazione e confezionamento della Piadina Romagnola  – Piada Romagnola comprende la Romagna storica e più precisamente l’intero territorio delle Province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna e di alcuni Comuni della Provincia di Bologna. In base al disciplinare gli ingredienti base dell’impasto sono farina, grassi, sale ed eventualmente lievito. È vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e altri additivi. Le varianti Il prodotto può essere presentato nella variante, più sottile  e larga, “alla Riminese”. La commercializzazione  può avvenire in involucri di carta alimentare o tessuto per il prodotto destinato all’immediata somministrazione, oppure in buste alimentari perfettamente sigillate per il consumo differito. Nel caso di adozione di un processo produttivo che comprenda la realizzazione manuale di almeno tre fasi e in assenza di confezionamento chiuso, potrà essere utilizzata la dicitura “lavorazione manuale tradizionale” (Fonte Regione Emilia Romagna 22 maggio 2014)

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