Emilia Romagna.  “No all’uso di OGM e più controlli”:

 

Regione Emilia Romagna

NO all’uso di OGM 

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SI bipartisan a due risoluzioni.

Bologna 27 maggio 2014 – 

No all’uso di Ogm sul territorio nazionale e avanti con i provvedimenti nazionali ed europei che garantiscono controlli a tutela dei consumatori e misure per evitare la contaminazione involontaria delle colture tradizionali o biologiche. È quanto ribadiscono due atti d’indirizzo approvati a larga maggioranza dall’Assemblea legislativa regionale (astenuto il Pdl).

Nella prima risoluzione – presentata da Liana Barbati (Idv) ed emendata su proposta della stessa Barbati e di Marco Monari e Tiziano Alessandrini del Pd – si ribadisce la posizione contraria della Regione Emilia-Romagna all’utilizzo di Organismi geneticamente modificati nel nostro Paese e si pone l’accento sul tema dei controlli impegnando la Giunta regionale ad attivarsi affinché il ministero delle Politiche agricole implementi il piano nazionale di vigilanza sulle sementi Ogm in modo che riprendano i controlli sulla totalità dei lotti di sementi di mais. Si invita poi il Governo ad attivarsi in sede europea perché sia “tempestivamente” approvata la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio Ue che modifica la direttiva 2001/18/Ce per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di Ogm sul loro territorio.

Nel secondo documento approvato – una risoluzione presentata da Giuseppe Paruolo e da altri 7 consiglieri del Pd, oltre a Matteo Riva del gruppo Misto) – si impegna l’esecutivo regionale a ribadire la propria indisponibilità a ospitare sul territorio dell’Emilia-Romagna colture Ogm in assenza di misure che garantiscano la salvaguardia delle colture tradizionali e biologiche. Inoltre, si sollecita la Giunta a richiedere al Governo di rivedere il decreto interministeriale del luglio 2013 che vieta in modo esclusivo la coltivazione di mais geneticamente modificato della varietà MON810 sul territorio italiano fino all’adozione delle misure previste dal regolamento comunitario 178/2002, e comunque per un periodo di massimo diciotto mesi. Nel documento approvato si chiede che nel regolamento vengano inserite le necessarie previsioni sanzionatorie e si riapra un periodo di vigenza di ulteriori 18 mesi.

Governo e Parlamento, inoltre, ribadisce anche questa seconda risoluzione, dovranno attivarsi in sede europea per una rapida conclusione della revisione della normativa comunitaria che dovrà consentire agli Stati membri di vietare gli Ogm non solo per motivi di salute e ambientali, ma anche in coerenza con le diverse tipologie di agricoltura e i diversi valori ambientali e territoriali presenti e adottati nei singoli Stati europei.

Sempre in tema di divieto degli Ogm e di vigilanza, l’Aula ha respinto due risoluzioni presentate della Lega nord, firmate una da Stefano Cavalli e l’altra da tutti i componenti del gruppo, con in testa il presidente del Gruppo, Mauro Manfredini.

(Regione Emilia Romagna – is -)

 

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