Bruciare sterpaglie non è reato 

 

Legno_ramaglie_CIBUS

E’ diventata legge la norma sulla combustione controllata

in loco del materiale agricolo e forestale derivante da sfalci  potature o ripuliture.

 

Parma 25 giugno 2014. 

Con la pubblicazione del decreto legge 24 giugno 2014, n.91 con precisione all’articolo 14, comma 8, lettera b) si  inserisce una precisa disposizione nel codice ambientale (articolo 256 bis, comma 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152) per precisare che non si applicano le sanzioni connesse alla gestione dei rifiuti, né quelle previste per la combustione illecita di rifiuti abbandonati introdotti dal decreto legge sulla Terra dei fuochi, alla combustione in loco di materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture in loco, nel caso di combustione in loco delle stesse.

b) all’articolo 256-bis dopo il comma 6, e’ aggiunto  il  seguente:

«6-bis. Le disposizioni del presente articolo e dell’articolo 256 non si applicano al materiale agricolo e forestale derivante  da  sfalci, potature o ripuliture in loco nel caso di combustione in  loco  delle stesse. Di tale materiale e’ consentita  la  combustione  in  piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri (1 stero = 1 metro cubo di legna accatastata, ndr) per ettaro nelle aree, periodi e orari individuati con apposita ordinanza del Sindaco competente per territorio. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali e’ sempre vietata.»

 

 

Torna su