Crisi frutta estiva

 

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Rabboni: bene provvedimento annunciato da Ciolos, pur se tardivo.

Ora però bisogna comprendere anche la produzione destinata alla Russia e meccanismi di ritiro diretti ed immediati. 

Bologna 12 agosto 2014 – “Anche se tardivo il provvedimento di ritiro straordinario annunciato dal commissario europeo all’Agricoltura  Ciolos va nella giusta direzione e riconosce l’ estrema eccezionalità e gravità della congiuntura che ha colpito il settore della frutta estiva. Da questo punto di vista  l’onorevole de Castro e il ministro Martina hanno svolto un ottimo lavoro assieme ai loro colleghi francesi e spagnoli. Giovedì prossimo é convocata una riunione a Bruxelles per la definizione degli aspetti tecnici e gestionali del provvedimento. Chiediamo a tutti di includere nel provvedimento la produzione ortofrutticola già destinata  e respinta dalla Russia a seguito della ritorsione anti Ucraina voluta da Putin.”
Così l’assessore regionale all’agricoltura  dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni commenta le  misure straordinarie decise  dalla  Ue per far fronte alla grave crisi dei prezzi che ha colpito il settore ortofrutticolo.  “Centinaia di autotreni sono bloccati alle frontiere o sulla via del ritorno – ha spiegato Rabboni – quella produzione si riverserà sui mercati europei acuendo ulteriormente una crisi di mercato senza precedenti. Bisogna convincere Ciolos e i suoi collaboratori che non ha alcun senso rinviare ad un secondo eventuale provvedimento la soluzione per questa produzione.”
Rabboni  chiede anche di “definire meccanismi di ritiro diretti ed immediati. Le indiscrezioni parlano della possibilità di un raddoppio dei ritiri previsti dall’Ocm destinabili alle persone indigenti ed in difficoltà. E’ un’ottima idea sia per i produttori soci delle Organizzazioni di produttori che vedrebbero indennizzato il 100% del valore della produzione, sia per la popolazione in difficoltà economiche che potrebbe ricevere gratuitamente importanti quantità di derrate ortofrutticole.”
L’assessore regionale emiliano-romgnolo sottolinea tuttavia che “per far funzionare questa tipologia di ritiri occorre la certezza del destinatario finale, cioè la certezza di soggetti no profit con vaste reti di relazioni con persone indigenti in grado di prendersi la responsabilità della distribuzione non commerciale del prodotto ritirato. Attualmente in Europa e nella stessa Italia una delle poche realtà  dove il ritiro per indigenti funziona è l’Emilia-Romagna, grazie alla collaborazione tra Regione, OP, Caritas e Banco Alimentare. Tant’è che nella nostra regione negli ultimi due mesi i  ritiri di ortofrutta  per indigenti sono aumentati del 350% rispetto alla media degli ultimi anni. In altri termini prima di accettare esclusivamente questa tipologia di ritiro é indispensabile valutare la effettiva capacità del sistema di collocare in pochi giorni grandi quantità di prodotto deperibile ad altrettante grandi quantità di persone economicamente in difficoltà o comunque è indispensabile contemplare un piano straordinario nazionale di collocazione del prodotto ritirabile.”.

(Fonte Regione Emilia Romagna)

 

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