Emergenza Ebola E Etica

 

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Creare allarme sociale per giustificare interventi d’emergenza. 

di Lamberto Colla –

Parma, 17 Agosto  2014 –

Sale la febbre del virus EBOLA. Il contatore dei morti viene aggiornato a ogni telegiornale. Il contagio si muove e il rischio di pandemia sta diventando reale. Giorno dopo giorno i giornali e le televisioni svelano qualcosa sulle conseguenze di questo tremendo virus. Ciononostante, l’Italia prosegue a dare ospitalità,  senza particolari precauzioni, ai migliaia di disperati che, guarda caso, provengono prevalentemente da quelle zone contagiate.

IGNORANZA O RISCHIO CALCOLATO?

Dai barconi a qualche giorno nei centri di accoglienza e infine liberi di muoversi in Italia e poi in Europa di Shengen. Nessuna quarantena quindi (periodo di incubazione del virus tra 2 e 21 giorni) ma liberi di muoversi e contagiare l’Europa.

O il rischio EBOLA è veramente basso o il nostro Governo non è assolutamente informato di tale rischio così come pure gli altri stati UE che non intervengono in merito al programma d’accoglienza “Mare Nostrum”.

GENEROSITA’ O BUSINESS?

Eppure già da marzo è conclamata la epidemia di Ebola nei paesi africani dove sta consumandosi la tragedia. Da qualche settimana però l’attenzione mediatica si è fatta sempre più insistente e allarmata al punto da indurre il Presidente Obama e l’OMS a intervenire. Il primo mettendo a disposizione il Vaccino non testato sull’uomo e il secondo, di fatto, autorizzandone l’uso.

Quel che sconcerta è che la Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo il vertice ginevrino di ben 36 ore,  ha sancito che e’ “etico” l’uso di un farmaco sperimentale per combattere il virus incurabile di ebola, che in 4 Paesi dell’Africa Occidentale (Liberia, Sierra Leone, Guinea e Nigeria) ha causato finora  1.013 morti (conteggio al 12 agosto).

Un assist perfetto per un golden goal a favore delle lobby farmaceutiche che “generosamente” metterebbero a disposizione vaccini da testare su un significativo campione di “scimmie umane” centroafricane. Una ricerca sul campo gratuita e scientificamente monitorata che, se andasse a buon fine, c’è da scommetterci, diventerebbe profilassi obbligatoria per molti paese occidentali e  non solo. 

ALLARME SOCIALE E INTERVENTI D’EMERGENZA

E così, come ormai abbiamo imparato sin dalla guerra in l’IRAQ, la strategia è sempre la solita: creare allarme sociale, montare dei casi verosimili e lasciare ai media il compito di alimentare la psicosi collettiva per giustificare interventi che in clima ordinario nessuno avrebbe ragionevolmente approvato e concesso.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Dalla Libia al “Nuovo Califfato”. Nei Paesi dove si è intervenuti a “portare un nuovo ordine”  sotto la pressione dei servizi investigativi statunitensi il caos e le tragedie umane si stanno consumando con ancor maggior virulenza e, quel che è peggio, in modo assolutamente incontrollabile.

In fatto di sanità come non ricordare, a esempio, quel vaccino contro l’influenza suina, troppo frettolosamente creato, che come effetto collaterale imprevisto generò molti casi di narcolessia qualche anno fa.

CONCLUSIONI 

E se il vaccino EBOLA invece dovesse avere degli effetti collaterali sconosciuti o ancor peggio noti, intenzionali, e coerenti a una strategia di consolidamento di qualche superpotenza? Fantapolitica? Forse, ma  a leggere il curriculum di uno dei ricercatori del vaccino c’è da rabbrividire. Il dottor Charles Arntzen, dirigente del The Biodesign Institute for Infectious Diseases and Vaccinology, sarebbe un sostenitore dell’agenda per lo spopolamento della terra. Ha lavorato per DARPA e per industrie biotech private lavorando, ad esempio con Mitch Hein nel progetto sugli antigeni del vaccino bioterroristico 

 Guarda caso il dr. Mitch Hein è il fondatore della Epicyte, l’azienda biotech che ha creato gli anticorpi spermicida cresciuti nel mais per rallentare la riproduzione umana. Tutto ciò può essere frutto solo di fantasia ma per quale motivo non indagare meglio prima di prendere decisioni così importanti?  

Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio!

 

 

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