MeteoTax: il ciclone settembrino

 

Curva di Laffer

Curva di Laffer

Schiacciati dalle imposte le entrate tributarie arretrano e il debito pubblico aumenta.

Non sarebbe il caso di mettere alla prova la teoria di Arthur Laffer? Putin l’ha fatto e…

di Lamberto Colla –

Parma, 31 Agosto  2014 

Un italiano su tre porta a casa gli avanzi dal ristorante. Ma il 24%, secondo un recente sondaggio on line di Coldiretti, si vergogna di chiedere il “doggy bag”. Non che rimanga molto dal pasto al ristorante posto che anche le abitudini a consumare dall’antipasto al dolcetto con l’ammazzacaffè compreso non rientra più nelle consuetudini alimentari degli italiani. Oggi la scelta è molto più misurata, basta un antipasto e un primo o un antipasto e il secondo o, infine, un antipasto e una pizza per degustare adeguatamente, e senza spendere troppo, le prelibatezze offerte dalle cucine italiane. Forse questo è l’unico fattore positivo che la crisi lascerà in eredità.

Ancora la luce in fondo al tunnel della crisi non si vede e  i sintomi claustrofobici sono sempre più evidenti e generalizzati. 

Di vere e proprie cure non si hanno notizie e all’orizzonte sono ben visibili solo minacciose nubi cariche di tempesta con settembre che si preannuncia molto “piovoso” e in procinto di scaricare sulle teste degli italiani ben 400 adempimenti fiscali. 

  “Saranno 20 milioni circa, riporta Conquiste del Lavoro il quotidiano della Cisl, i contribuenti coinvolti in quest’attività, che prevede ben 410 adempimenti. Oltre al 770 ci sono l’Irpef, l’Irap, l’Ires, l’Iva, le addizionali regionali, i versamenti Inps, la Tobin tax, l’imposta sostitutiva sui redditi di capitale e sui capital gain.
I contributi previdenziali da versare riguarderanno i lavoratori dipendenti, ma anche gli artigiani, i commercianti e i lavoratori domestici. Anche i diritti dovuti alle Camere di commercio scadono nel suddetto periodo dell’anno. Più in dettaglio si tratta di 171 adempimenti per gli imprenditori individuali e 167 adempimenti per i professionisti fino a scendere man mano a 72 adempimenti per gli enti non commerciali. Con in mezzo imprenditori, commercianti, partite Iva e co.co.pro.e artigiani”.

Nonostante l’accanimento terapeutico le entrate fiscali dello Stato diminuiscono e allora giù nuove gabelle palesi o celate in complicati algoritmi tributari.  A giugno le entrate tributarie si sono ridotte del 7,7% rispetto il 2013 e come ha sottolineato il Bollettino statistico della Banca d’Italia,  «Tenendo conto di una disomogeneità nella contabilizzazione di alcuni incassi la riduzione delle entrate tributarie sarebbe stata più pronunciata».  In compenso il debito pubblico è nuovamente aumentato di altri 2,1 miliardi di euro, raggiungendo un nuovo massimo storico a 2.168,4 miliardi.

E’ evidente che una riforma, radicale è dir poco, del sistema fiscale nazionale si rende necessaria. Dalla semplificazione all’equità possibilmente nel rispetto della curva di “Arthur Laffer”, tanto banale quanto disattesa dai nostri guru della finanza.

Laffer ipotizzò che esiste un livello del prelievo fiscale oltre il quale l’attività economica non è più conveniente e il gettito si azzera, quanto meno se il prelievo raggiunge il 100% del reddito, e quindi che le due grandezze siano legate da una curva continua a forma di campana. 

Si può anche non credere alla validità della teoria di Laffer ma la prova l’abbiamo in casa. Con una imposizione fiscale costantemente cresciuta sino al limite del 70%, le entrate fiscali sono costantemente scese. La prova del nove invece ce la ha offerta la Russia. L’ex comunista Vladimir Putin con l’introduzione della FLAT TAX al 13% le entrate tributarie sono cresciute del 46%, il tutto ben testimoniato da uno studio del FMI (Fondo Monetario Internazionale) condotto da Anna Ivanova, Michael Keen e Alexander Klemm.

Un invito a Matteo Renzi: che ne diresti di “Provare per credere!”

 

 

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