Cosa è cambiato dall’11 settembre 2001

 

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Da Bin Laden all’ISIS, dal terrorismo al Califfato, come sta cambiando lo scacchiere geopolitico. L’escalation delle spese per gli armamenti.

di Lamberto Colla –

Parma, 14 settembre  2014 

L’unico settore dell’export che, a quanto pare, non tira è quello della “democrazia”. Un risultato però, la politica statunitense imposta da George W. Bush, l’ha ottenuto: l’escalation nelle spese militari e delle guerre regionali. Negli ultimi 5 anni il mercato degli armamenti è cresciuto del 14%. USA, Russia e Germania,  quest’ultima incalzata dalla Cina che ha visto incrementare del 212% le vendite nel medesimo periodo, occupano il podio degli esportatori mentre al vertice dei compratori si trovano India, Cina e Pakistan.  

Un mercato in espansione quello delle armi così come lo è quella frangia del mondo islamico che sta tentando la contro esportazione della “loro democrazia”. I nuovi callifati dell’Isis prima e della Nigeria poi (Boko Haram) sono la testimonianza di come si sia evoluto, più frammentato ma, per questa ragione, ancor più pericoloso, lo scenario internazionale del terrorismo islamico.

Morto Bin Laden ecco che un altro sceicco ha preso le redini del terrore internazionale. Abu Bakr Al Baghdadi ha lanciato una sua personale offensiva mediatica. Diversamente da Bin Laden, che incitava all’odio con voce piana e sommessa da luoghi segreti, tunica bianca o mimetica e mitraglia al fianco,  il leader dell’Isis invoca stragi di sangue e usa video cruenti per aumentare la pressione emotiva, per fare paura. I suoi sermoni vengono dall’interno di una moschea e i suoi video sono girati all’aperto come a intimare che l’antico impero islamico, quello che si estendeva dalla Spagna fino all’Iran, alla Turchia, e all’Europa orientale. tornerà a essere una realtà. 

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Per ora l’avanzata sembra irresistibile e ha già provocato reazioni inimmaginabili. Israele ha dichiarato la disponibilità a sostenere la difesa della Giordania la quale nel frattempo, comunque in possesso di un esercito ben armato, ha già rafforzato i confini. Gli USA invece hanno garantito la difesa a quella Siria che sino allo scorso anno intendevano bombardare per far fuori il regime di Assad. Infine l’Iraq che ha mandato in Iran tre divisioni delle Guardie della Rivoluzione e dislocato a Baghdad il famoso comandante Qassem Sulaimani. 

Quello che la diplomazia non è riuscita a fare, l’ha realizzato  il Califfato dell’ISIS, creare alleanze impossibili. Tutto ciò non è il risultato della strategia mediatica cruenta ma alla seria minaccia che viene da terra, per ora, dimostrando capacità operative notevoli e in grado di utilizzare armamenti sofisticati. Alla strategia tipica del terrorismo con capacità di infiltrazione nel cuore dei Paesi nemici, affianca un vero e proprio esercito, organizzato e capace di operare nei teatri di terra con armamenti sofisticati. Il suo esercito perciò non è solo composto da fanatica “carne da macello” che vengono immolati sull’altare dell’Islam ma professionisti specializzati nelle varie specialità belliche. Dalla formulazione di strategie di offesa e difesa all’utilizzo dei droni. A fine agosto, infatti, Isis ha diffuso un video nel quel mostra la cattura della base aerea siriana di al-Tabqa dove erano custoditi aerei, droni e armamenti pesanti. Nel video, ottenuto dalla CNN, è anche stato mostrato il combattimento per la conquista della base completo dell’esecuzione di oltre 200 militari siriani da parte dei terroristi del ISIS.

Il Terrore islamico conquista terreno e nel frattempo la Russia di Putin fa di tutto per fare esplodere la “guerra “fredda” e chissà, forse il ripristino dell’ex URSS. 

Due ottimi motivi quindi per “legittimamente” la richiesta,  che Obama ha rivolto agli alleati NATO, di tornare a spendere il 2% in armamenti (per l’italia si tratterebbe di più che raddoppiare il budget attuale). 

Ricordo che solo 11 Paesi al mondo non sono coinvolti in guerre. Quello che eranole speranze di Pace, il  “Peace and Love” dei figli dei fiori, si sono frantumate, speriamo di no, per sempre.

L’11 settembre 2001 e il sacrificio, montato a oggi di circa 6.000 vittime innocenti, invece di fare riflettere e pensare a radicali cambiamenti, sembra proprio che non abbia insegnato nulla al mondo occidentale. La democrazia non si può esportare anche perché, prima o poi qualche “altra democrazia” potrebbe ambire a essere esportata a sua volta. 

Che non sia Al Baghdadi la versione islamica di Bush senior?

 

 

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