“Non solo maiale”. I Luoghi del “Culatello di Zibello DOP”.

 

Un attracco sul PO a Sacca

Un attracco sul PO a Sacca

Un suggestivo viaggio nella storia, quello fra le rocche e i castelli della Bassa parmense.

di Sara Bondani – Parma 05 novembre 2014 —

 Iniziamo dai luoghi del “Culatello di Zibello DOP”  e, come prima puntata, quelli che ospitano il circuito del “November Porc”. Non si può comunque, non partire con un cenno sulla seconda, per importanza dopo il palazzo Ducale di Parma e prima del Casino dei Boschi di Sala Baganza, residenza ducale, la Reggia di Colorno.  Sontuosa e monumentale residenza dei Farnese, dei Borbone e di Maria Luigia d’Austria, fonde la bellezza dei cortili interni con la ricchezza delle sale affrescate e stupisce il visitatore con i giochi d’acqua dello splendido giardino alla francese; il Castello di Roccabianca, fatto edificare a metà del XV secolo da Pier Maria Rossi per l’amata Bianca Pellegrini – da cui trae il nome – imponente e al tempo stesso elegante, custodisce al suo interno numerosi dipinti di pregio; la Rocca dei Rossi di San Secondo, fatta erigere da Pier Maria Rossi nel 1450-1460 con la struttura del fortilizio, è in pratica il punto d’incontro di tutte le strade di accesso al paese.  Accresciuta e restaurata nel corso del Cinquecento, la massiccia residenza nobiliare celebra nei grandiosi affreschi dell’interno le gesta e la potenza del casato dei Rossi; la Rocca di Sissa, imponente rocca difensiva fu fatta erigere dalla potente famiglia Terzi, che un tempo dominava sul piccolo paese, sul luogo di una preesistente torre quadrangolare, eretta ai tempi del Capitolo. La Rocca conobbe un periodo di grande potenza sotto il dominio di Ottobono Terzi, gran capitano di Gian Galeazzo Visconti  che comportò innumerevoli e sanguinosi attacchi specialmente da parte dei Rossi di San Secondo.

Municipio di Zibello

Municipio di Zibello

Zibello – La vera e propria storia ha inizio nel Medioevo, per tutta la durata del quale esso rimase legato a Cremona. Nel 1249 Zibello passò, insieme ad altre terre e castelli, tra i quali anche Busseto e Polesine, al marchese Uberto Pallavicino il Grande che ne fu investito da Federico II Imperatore. Da allora, salvo alcuni periodi, i marchesi Pallavicino vi dominarono incontrastati.

Sulla sponda destra del Grande Fiume, fra le città di Parma, Piacenza e Cremona, è famoso per essere la patria, del re dei salumi: il Culatello.

Però pochi sanno che questa è l’unica zona al mondo dove, dal maiale, viene tratta la maggior varietà di salumi, le cosiddette “immagliature” prima di macinare la carne residua e le rifilature per ottenere, il salame. Una fama che deve la sua fortuna ai freddi inverni umidi e nebbiosi e alle estati assolate ed afose.

Sissa - La Rocca in restauro - Da gennaio 2015 entrerà nel circuito dei Castelli del Ducato

Sissa – La Rocca in restauro – Da gennaio 2015 entrerà nel circuito dei Castelli del Ducato

Sissa – Lungo un millenario tracciato storico il territorio ha conosciuto momenti di fama, di distruzione, di abbandono e di intensa vita civile, politica e culturale. I Terzi, i Simonetta, i Rangoni, famiglie dominanti in un lungo arco di tempo, si sono avvicendati nel possesso di un feudo non secondario nel quadro generale delle dispute militari e legali che hanno caratterizzato le lotte di predominio nel parmense dal Quattrocento all’Ottocento.

Tanto c’è da vedere nel territorio del Comune di Sissa: dalla Rocca dei Terzi a Corte Sala, dalla Villa Simonetta nella frazione di Torricella all’importante area rivierasca detta “Boschi di Maria Luigia” che sorge poco distante dal centro abitato di Coltaro, al mitico “ponte del diavolo” di Gramignazzo che nemmeno un bombardamento alleato durante il secondo conflitto mondiale è riuscito ad abbattere. Nella frazione di Torricella si può trovare forse il più importante porto nautico della Provincia di Parma.

Polesine Parmense - Antica Corte Pallavicina

Polesine Parmense – Antica Corte Pallavicina

Polesine – Il Paese della Bassa che più lega le origini a quelle del fiume Po, è l’unico infatti, il cui nome deriva proprio da quello del Grande Fiume. 

Il nome deriva dal fatto che il borgo anticamente sorgeva su un polesine, vale a dire una piccola isola del Po che, trascinata dalla corrente, arrivò ad espandersi e a congiungersi poi con la riva. A testimonianza della storia il ritrovamento, di reperti all’interno del Po di questo centro sommerso e ormai completamente corroso dalle acque.

Precise documentazioni storiche affermano, in particolare, che due chiese in secoli  diversi, furono corrose e demolite dal Po; nel fiume è finito pure l’antico castello di cui alcuni resti di un merlo sono oggi esposti nei pressi della sede municipale.

Soggetto al potere temporale del Vescovo di Cremona, attorno alla metà dell’anno mille, divenne feudo dei Pallavicino sino al 1731, dei quali rimane la residenza,Il Palazzo delle Due Torri, monumento più importante del paese. Passò poi sotto il ducato dei Farnese, mantenendo a lungo una notevole importanza come porto commerciale fluviale e centro agricolo.

Il porticciolo di Polesine è un comodo approdo per i turisti che navigando sul Po e possono visitare le “Terre Verdiane” gustando i sapori tipici della zona. 

Per un turismo slow e sostenibile si può inoltre utilizzare la pista ciclabile, di oltre 50 chilometri, che unisce Mezzani a Polesine Parmense, passando per Zibello, Roccabianca, Sissa, Colorno o l’ area verde adiacente al fiume Po, opportunamente recintata e organizzata con percorso.

Curiosità – Nella parte superiore dello stemma comunale è rappresentato il Po nelle vesti di un vecchio Re che versa la sua brocca dalla quale sgorga l’acqua che dà origine al fiume.

Polesine è sempre stata una delle mete preferite di Giovannino Guareschi, il grande scrittore che di fronte alla grandiosa varietà di paesaggi e di sfumature create dall’ambiente fluviale era solito dire: “si sta meglio qui, su questa riva”. Ed è sempre a Polesine che Guareschi, di fronte alle memorabili battaglie tra il parroco don Davighi e il Sindaco Carini, trovò l’ispirazione per dar vita ai celebri personaggi di Peppone e Don Camillo.

Roccabianca - scorcio del Castello

Roccabianca – scorcio del Castello

Roccabianca – Non è da sempre che Roccabianca porta questo nome. 

Pare che il primo nucleo abitativo del centro sia da rintracciare nel vicino villaggio di Rezinoldo o Arzenoldo, e che troviamo nominato per la prima volta in un diploma di Federico Barbarossa, come facente parte del feudo di Oberto Pallavicino. Nella contesa tra i Pallavicino, della marca bussetana e i Rossi, conti di San Secondo, che si protrae lungo tutto l’arco del XIV e del XV secolo, i primi si appropriano di Zibello e Rezinoldo, che nel 1417 viene bruciato. Nel 1449, però Francesco Sforza conferma solennemente la proprietà dei Rossi sulle terre contese. E’ a questo punto che entra in scena Roccabianca: Pier Maria Rossi, infatti attorno alla metà del secolo, fa erigere un castello nei pressi di Rezinoldo, a difesa delle terre che possiede presso il Po. Secondo alcuni il suo nome deriverebbe da quello di Bianca Pellegrini, per la quale il Rossi, suo amante, avrebbe in realtà fatto costruire il castello. 

Francesco Luigi Campari, il maggiore storico del paese di Roccabianca, invece, sostiene che il nome della rocca deriva dal fatto che essa fosse interamente intonacata di bianco e a questo proposito cita cenni storici.

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Per maggiori informazioni sulla manifestazione “November Porc”.

Per scoprire altri luoghi della nostra meravigliosa Italia: Italian Tourism Expo

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