Anaffettivi! Attenzione ai corsi e ricorsi storici. 1915 – 2015

Anaffettivi! Attenzione ai corsi e ricorsi storici. 1915 – 2015

 

Cuore_arido_cibusDifficile rimanere impassibili di fronte alle indiscrezioni giornalistiche sul caso Loris. Il Pensiero corre alla Franzoni e alla fragilità di questa nostra società che non rispetta nemmeno i bambini. Figuriamoci l’ambiente e il patrimonio pubblico.

di Lamberto Colla –
Parma, 7 dicembre 2014 – 

Da culla delle civiltà a culla dell’aridità affettiva. Un nuovo periodo decadentista  sta scuotendo l’Europa e l’Italia in modo ancor più preoccupante. L’aridità sentimentale si sta diffondendo a altissima velocità in tutti gli strati sociali sospinta dalla forza propulsiva di un giornalismo ipocrita e senza scrupoli alla continua ricerca del dolore e dell’orrore da buttare in prima prima pagina.

Le lacrime inondano lo schermo per  emozioni costruite a tavolino, la telecamera indugia negli occhi lucidi di quel calciatore o ex velina che si emoziona per la finta lettera scritta dal figlio. Non quel figlio che non rivedeva da decenni  (Carramba che sorpresa!) perché emigrato ma quello stesso pargolo col quale tutti i giorni condivide le mura domestiche e che avrebbe disponibili quotidianamente 24 ore per celebrare il proprio padre o la propria madre. Invece ormai va di moda il format D’Ursiano, quello dello scoop inesistente e dei sentimenti costruiti a tavolino per il compiacimento morboso di qualche milione di telespettatori incapaci, o forse nell’impossibilità, di vivere la propria vita con positività.

Il cinismo mediatico sfonda tutte le barriere del buon senso e del rispetto delle persone e dei defunti. Chiunque sia sfiorato, magari per propria volontà come il “cacciatore” che ha trovato il cadavere del piccolo Loris, viene passato al vaglio della giustizia, buttato in prima pagina con qualche allusione di responsabilità nel delitto e poi, una volta consumato perché riconosciuto estraneo alla vicenda buttato nella spazzatura della Tv Spazzatura senza nemmeno una scusa. “Dovere di cronaca” qualcuno obietterebbe. 

E allora giù alla ricerca degli scheletri nascosti di Elena Ceste e il moltiplicarsi di presunti “amanti” alimenta la cronaca quotidiana anzi oraria. Loris è stato abusato poi probabilmente abusato e dopo tre giorni dal ritrovamento della salma esce l’indiscrezione che era stato oggetto di abusi da diverso tempo o forse no. 

Si parla di abusi come di cioccolatini. Si indaga, peraltro malamente, nella vita e nel passato delle persone con una disinvoltura inquietante. Una spregiudicatezza intollerabile che alimenta morbosità collettive asfaltando, in breve, ogni insegnamento catechistico così duramente appreso durante le elementari e le medie (dei mie tempi ovviamente). 

Il rispetto nella donna e nell’uomo come soggetto singolo, libero e riservato, è svanito del tutto  perché immolato al “dio catodico”.

Il venir meno del rispetto dell’individuo è l’apertura al male globale.

L’ambiente stesso è stato devastato dal genere umano inseguendo un progresso troppo poco collaudato e oggi ci si accorge di quanto forte sia la natura, capace di riprendersi in brevissimo quanto illegalmente sottratto. Una riconquista barbarica, a scapito di donne e uomini incolpevoli, che altro non  è  che il primo segnale del caos incombente. 

Il prossimo scenario probabile sarà un conflitto sociale devastante i cui segnali d’allarme sono già stati lanciati da Tor Vergata in primis.

Una tensione sociale che si alimenta e prospera con la registrazione continua che chi è al potere  se ne frega di tutto tranne che dei suoi interessi privati rendendosi complice delle nefandezze finalmente affiorate nella Capitale (“Terra di Mezzo”) o nelle ricche regioni del Nord  (MOSE e EXPO2015). Tutta l’Italia è attraversata dalla corruzione che sta minando le fondamenta socio economiche di quello Stato che fu anche al 4° posto tra le potenze industriali.  

Una società anaffettiva e arida sta prendendo il posto della nostra civiltà romana, laboriosa, colta, e invidiata per il senso  civico. 

Così come a cavallo tra l‘800 e il ‘900 il decadentismo letterario affiorò prepotentemente in un’Europa in piena crisi, che stava volgendo alla Grande Guerra, altrettanto oggi, le tensioni di fine secolo e di inizio millennio stanno, guarda caso, replicando quel periodo. Corsi e ricorsi storici: 1915-2015?

Non c’è proprio modo di  imparare  qualcosa dalla storia?