Barilla compra frumento italiano

Barilla compra frumento italiano

 

Stabilimento Barilla Pedrignano di Parma

Stabilimento Barilla Pedrignano di Parma

Accordo di filiera per la pasta Barilla. 120 mila tonnellate di grano duro made in Emilia-Romagna (+30%). Rabboni: è il simbolo di un’agricoltura moderna e la strada per contrastare volatilità dei prezzi e crisi di mercato

di Virgilio – Parma, 08 dicembre 2014 –

La leadership di una impresa si misura dalle quote di mercato ma non solo. Sempre più, anzi, la capacità di relazionarsi sul territorio nativo diviene fattore di apprezzamento da parte del consumatore. 

Barilla su questo aspetto ha sempre centrato la propria politica d’impresa, quando era una azienda familiare e anche oggi che è una multinazionale. 

Molte grandi imprese italiane, e la prossima potrebbe essere la “Ferrari” hanno scelto di “espatriare” per godere, molto probabilmente  di vantaggi fiscali è di minori costi industriali, mentre Barilla persegue la strada del rafforzamento della filiera italiana del grano duro. 

Un progetto avviato quando la crisi ancora non era manifesta che fa onore alla dirigenza del gruppo parmense e a tutto il settore agroindustriale emiliano romagnolo. 

Una scelta consapevole, condivisa e progettata, evidentemente non solo sulla carta, avendo la stessa Barilla costruito il Mulino più grande del mondo proprio in terra emiliana e non in ameni siti extraeuropei.  

Dal seme alla tavola, una filiera tutta emiliano-romagnola per la pasta Barilla.

E’ stato firmato a Bologna, lo scorso 3 dicembre, il nuovo accordo quadro, valido per la campagna cerealicola 2014-2015, per fornire al Gruppo di Parma, leader nel mondo per la  produzione di pasta, 120 mila tonnellate di grano duro di alta qualità che andranno ad alimentare il mulino più grande d’Europa, realizzato dalla Barilla in provincia di Parma. La superficie agricola interessata sarà di circa 20 mila ettari. Rispetto agli scorsi anni l’aumento supera il 30%. “Questo accordo , giunto ormai al nono anno di applicazione, è un esempio da   promuovere anche in altri comparti – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – il simbolo di  come deve essere un’agricoltura moderna: capace di programmare le produzioni, fare accordi con l’industria, investire in  innovazione. Solo così è possibile contrastare volatilità dei prezzi e crisi di mercato”. L’intesa, promossa dall’Assessorato regionale all’Agricoltura, coinvolge oltre al Gruppo Barilla, la Società Produttori Sementi di Bologna, le organizzazioni dei produttori OP Cereali, OP Grandi Colture Italiane, OP Capa Ferrara e CerealCap.

“Le aspettative dei consumatori nei confronti di un’azienda di marca oggi sono altissime sia  sotto il profilo della qualità e che della distintività del prodotto – ha sottolineato per Barilla  Luigi Ganazzoli –  Questo accordo si è rivelato strategico per crescere anche in questa direzione”.  La pasta, prodotto simbolo del made in Italy, sta riscuotendo un successo crescente sui mercati mondiali, con un export che si aggira sui 2,2 miliardi di euro e una domanda in crescita. Purtroppo la produzione italiana di frumento duro è deficitaria e il prodotto viene importato in gran parte dal Canada, principale produttore mondiale insieme all’Italia. Questa situazione determina forti tensioni sui mercati globali e una forte volatilità dei prezzi. Anche per questo va sostenuta questa coltura che sempre più si sta rivelando un asset  importante dell’agroalimentare italiano.

Emilia-Romagna sempre più polo d’eccellenza  del grano duro
Il progetto, che rappresenta un modello di organizzazione della filiera – dalla coltivazione alla trasformazione in pasta – ha  permesso di  creare in regione un bacino produttivo di eccellenza, competitivo rispetto ai grani di alta qualità di importazione e di offrire alle aziende agricole uno sbocco produttivo economicamente e tecnicamente valido. Grazie a questo progetto Barilla può contare su varietà appositamente selezionate particolarmente adatte all’industria pastaria, per ottenere un prodotto di alta qualità; gli agricoltori possono programmare la produzione e avvalersi di un prezzo di vendita vantaggioso (in base alla Borsa merci di Bologna o  fisso fino a una quota del 30%) che include anche specifiche premialità legate alla qualità (qualità prodotto, adesione al disciplinare di produzione, assistenza tecnica prestata, durata e modalità di stoccaggio). Tra i punti qualificanti  vi è anche l’impegno  dei contraenti a rispettare uno specifico disciplinare tecnico per una produzione altamente sostenibile da un punto di vista ambientale (riduzione delle emissioni di carbonio, dell’uso dell’acqua, razionalizzazione  delle concimazioni e dell’impiego di prodotti fitosanitari ecc.). 

Le novità dell’accordo 2014-2015
L’Accordo 2014-2015 prevede l’incremento del prezzo garantito a 270 euro/t  a cui si aggiunge il premio proteine (il contenuto in proteine e glutine è fondamentale per la qualità della pasta). Viene anche esteso a tutta la superficie il premio legato alla possibilità di avvalersi di un apposito sistema informatico
(granoduro.net), che supporta i produttori nell’individuazione  delle scelte tecniche  per ottenere un prodotto di alta qualità, ma anche pienamente sostenibile da un punto di vista ambientale.

Nel dettaglio, il contratto quadro si articola in singoli accordi firmati dal Gruppo Barilla e dai fornitori. A loro volta questi ultimi – OP Cereali, OP Grandi Colture Italiane, Capa Ferrara OP e CerealCap  – stipulano con i singoli agricoltori soci gli impegni di coltivazione, con le specifiche tecniche e le opzioni di valorizzazione del grano duro.

Società Produttori Sementi S.p.A. selezionatrice e costitutrice delle principali varietà identificate dal disciplinare, sviluppate con un’attività di ricerca e sperimentazione in parte sostenuta anche dalla Regione, fornisce il seme necessario alla maggior parte delle coltivazioni.