Europa in deflazione.

 

Campo petrolifero californiano

Campo petrolifero californiano

E’ ufficiale, l’Europa è entrata in crisi deflattiva. All’origine c’è la caduta delle quotazioni del greggio che trascina con sé i prezzi dei carburanti e degli altri beni legati all’energia.

di Virgilio –  Parma, 07 gennaio 2015 –

In Italia l’inflazione è praticamente a zero ma ancor peggio è nel resto d’Europa dove l’indice è addirittura negativo.Il calo dei prezzi dello 0,2% registrato nel vecchio continente autorizza a ritenere che l’UE sia caduta in deflazione. Tutti gli occhi ora sono puntati su quello che farà la BCE (Banca Centrale Europea) seppure, in considerazione delle manovre già attuate di riduzione continua dei tassi di interesse, ben poche sono le speranze di un intervento risolutore avendo appunto già raggiunto i livelli minimi di tasso d’interesse. L’unica soluzione rimasta sarebbero quelle “misure non convenzionali” che Draghi ha più volte  rilanciato e sinora osteggiate soprattutto dai tedeschi e i “loro alleati”. 

Serve “liquidità”, nuovo circolante per dare una spinta inflazionistica e la BCE dovrebbe perciò intervenire con l’acquisto massiccio di titoli di debito  sovrano attraverso una manovra di “quantitative easing” da realizzare rapidamente per abbassare la “febbre” del sistema economico europeo. 

All’origine c’è la caduta delle quotazioni del greggio che trascina con sé i prezzi dei carburanti e degli altri beni legati all’energia. Un cedimento del 50%, e in certi momenti superiore, del prezzo del greggio che nei giorni scorsi ha toccato i 47$/barile (WTI – West Texas Intermediate) per poi risalire sino a quasi 49$.

Una riduzione drastica e rapida che però non ha avuto seguito parallelo sul prezzo del carburante nazionale calato del 14% circa. 

 

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