Confagricoltura, la crisi del Parmigiano Reggiano rispecchia quella di tutto il comparto

 

Latte in caldaia

Latte in caldaia

Parmigiano Reggiano, Guidi all’audizione al Senato: “E’ crisi per uno dei prodotti simbolo del made in Italy nel mondo. Più ruolo agli allevatori, riduzione dei costi e promozione”

Roma 20 gennaio 2015 -“Le scelte di politica internazionale continuano a condizionare l’economia. E’ il caso del Parmigiano Reggiano, la cui crisi di prezzo rispecchia, anche se con diverso impatto, quella di tutto il settore lattiero caseario, tra calo dei consumi e squilibri conseguenti all’embargo russo”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, nel corso dell’audizione in Commissione Agricoltura del Senato, sulle difficoltà del Parmigiano Reggiano.

Confagricoltura ha posto in evidenza come la stragrande maggioranza dei formaggi Dop vaccini italiani stiano vivendo un momento di difficoltà, con diminuzioni dei prezzi che, per il Parmigiano Reggiano, proseguono da alcuni anni e che arrivano anche al 6-9% su base annua ed al 16-19% su base mensile a gennaio di quest’anno.

“Le decisioni strategiche del comparto devono tenere conto delle esigenze degli allevatori in un quadro di regole che, forse, dopo tanti anni va riformato – ha sottolineato Mario Guidi – . Le quotazioni vanno alzate dove i mercati lo consentono, perché la politica dei prezzi bassi per un prodotto come il Parmigiano Reggiano non può reggere; va fatta poi una riflessione sul contenimento dei costi di produzione e sulla politica di promozione dei consumi sul mercato interno ed all’estero”.

”Senz’altro – ha concluso il presidente di Confagricoltura – bisognerà continuare a spingere sull’export, differenziando la strategia di marketing in funzione delle diverse tipologie di prodotto ed eliminando le barriere tariffarie e non tariffarie, ad esempio cogliendo la prossima occasione dell’accordo TTIP tra USA ed UE. Il tutto con la consapevolezza che il Parmigiano Reggiano è un prodotto unico, ambasciatore del made in Italy nel mondo”.

(Fonte Confagricoltura)

 

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