Mercati internazionali, ancora indecifrabili. Dallo sciopero brasiliano a quello argentino.

 

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Mentre sta approdando a una soluzione lo sciopero degli autotrasportatori brasiliani, intanto gli  agricoltori argentini

hanno incrociato le braccia e per i prossimi 5 giorni non consegneranno la merce. Le stime di produzione sudamericana. 

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 04 marzo 2015 – 

Alle prime notizie di una possibile soluzione dello sciopero degli autotrasportatori brasiliani la borsa di Chicago (CBOT) ha immediatamente risposto con i ribassi attesi anche in forza delle prime stime di produzione del Brasile (92 milioni di tonnellate) e dall’Argentina (58,5 milioni di tonnellate). Una tendenza ribassista immediatamente annullata dalle novità provenienti sempre dal sudamerica: l’accumulo dei ritardi al carico nei porti e, dulcis in fundo, gli agricoltori argentini hanno indetto uno “sciopero” e per i prossimi 5 giorni non consegneranno le produzioni.  

Indicatori internazionali (4/3/2015)-

l’Indice dei noli è  risalito a 553 punti anche i ragione dell’accumulo di ritardi ai carichi. Il petrolio oscilla intorno a 50,50$ dollari al barile e  il cambio  a 1,1128.

Mercato interno – Sul mercato interno nessuna novità di rilievo. Scambi ridotti e un mercato che rimane depresso. La campagna maidicola si preannuncia con produzioni in riduzione ma gli effetti saranno compensati dai riporti dell’attuale campagna. Un effetto che sarà da valutare con attenzione riguarderà la sanità dei prodotti che verranno posti in circolazione.  

Alcune indicazioni di prezzo:

Corn Ucraino ieri (3/3 ndr) quotava dal Mar Nero per il marzo invariato da lunedì a dollari 170$ fob. L’aprile a dollari 171, il maggio a dollari 173 e il giugno a dollari 176.

L’ottobre/novembre/dicembre dollari 181.

Il Corn bulgaro/rumeno, a Costanza, per il marzo era ad euro 156. L’aprile a euro 157, il maggio a euro 158 e il giugno a euro 160. L’ottobre/novembre/dicembre ad euro

163.

Il grano russo (12,50% proteine) quotava per marzo a dollari 228 fob. L’aprile a dollari 228, agosto a dollari 221.

Il feed dall’Ukraina quotava per l’agosto a dollari 188. L’ottobre/novembre/dicembre a dollari 194.

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(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – mail@europroitalia.com) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore. 

EUROPRO srl – intermediazione granaglie e cereali – Milano 

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