Allarme di Federalberghi. In diminuzione il turismo nazionale. 

Grand_Hotel_Rimini_cibusDiffusa preoccupazione per gli albergatori. Il turismo non decolla e in primavera si è ridotta la presenza di turisti nazionali.

La richiesta di Federalberghi rimane la riduzione delle imposte che ha raggiunto livelli insostenibili.

di LGC Parma, 20 maggio 2015 – 

I dati sull’andamento del turismo alberghiero rivelano che il calo di marzo/aprile è stato pari al 3,4% per gli italiani a fronte di un poco utile incremento dello 0,4% nelle presenze degli stranieri. A lanciare il grido d’allarme sono stati gli operatori di settore alberghiero riuniti nei giorni scorsi a Como in occasione dell’annuale assemblea generale di Federalberghi. Un sentimento di diffusa preoccupazione, peraltro ricorrente in questo lungo periodo id crisi, di cui si è fatto portavoce il presidente  di Fedralberghi, Bernabò Bocca, il quale ha chiesto di “intervenire con urgenza – ha chiesto il presidente Federalberghi – con misure che riguardino l’estensione della deduzione dalla base imponibile Irap introdotta dalla legge di stabilità anche con riferimento ai contratti di lavoro stagionali e la revisione della nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) che nella sua attuale formulazione comporta una drastica riduzione della copertura assicurativa per i lavoratori soprattutto quelli che verranno impegnati nell’ormai imminente stagiona estiva”.

Una delle leve sulla quale Federalberghi insiste sta nella necessità di ridurre il tasso impositivo a carico delle strutture alberghiere. “Il peso che ha raggiunto la tassazione sugli immobili, – sottolinetao il Presidente Bocca –  nelle sue diverse componenti, è ormai insostenibile. Stimiamo che nel 2014 gli alberghi italiani abbiano pagato circa 893 milioni di euro solo di Imu e Tasi”. Sul fronte dei lavoratori, già nel 2013 l’Inps aveva rilevato un calo dell’occupazione del 4,1% rispetto all’anno prima: si tratta di circa 220mila dipendenti, di cui 50mila part time.

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