Tegole sull’AGEA… e su tutti noi.

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Settimana tormentata per l’Agea, l’agenzia per l’erogazione dei contributi agricoli.

Dapprima  un’indagine della Guardia di Finanza e poi l’UE ha preso di mira l’organismo in carico al MIPAAF.

di LGC Parma, 13 giugno 2015 –

Non c’è pace per l’AGEA,  l’Organismo pagatore italiano che ha competenza per l’erogazione di aiuti, contributi, premi ed interventi comunitari, è stato oggetto nei giorni delle attenzioni della Guardia di Finanza che ha  eseguito il sequestro di beni immobili e disponibilità finanziarie per 1,5 milioni di euro in capo  ai rappresentanti legali e ai procuratori delle società che hanno venduto a SIN Spa, società controllata dall’Agenzia, le licenze software necessarie per il funzionamento del sistema informativo agricolo nazionale (SIAN). L’accusa è di appalti gonfiati per l’acquisto delle licenze software.

Infine, come riferisce l’ANSA, “la Commissione europea propone una “rettifica finanziaria”, cioè una perdita di risorse (da compensare sul periodo 2014-2020) di circa 389milioni di euro all’Italia, per 11 anni di “gravi carenze” contestate all’Agea”.

A questi 389 milioni di euro potrebbero però aggiungersene altri 152 risultanti da un secondo filone della medesima indagine.  Tutto è nato in capo all’OLAF (Guardia di finanza e Ufficio antifrode europeo) indagando appunto sul SIAN (il sistema informativo nazionale) utilizzato per gestire le erogazioni comunitarie  per un valore annuo di circa 7 miliardi di euro.

Da un lato lato maggiori oneri per l’acquisto di licenze e dall’altro le “gravi carenze” del sistema conducono alla conclusione che in Italia non c’è mai certezza di nulla. Le quote latte insegnano;  chiuso il ciclo trentennale d’intervento comunitario ma molti ricorsi sono ancora pendenti nei tribunali di mezz’Italia.

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