Caos Grecia. Gli UEmanoidi non erano programmati per rispondere alla disobbedienza.

La piccola Grecia ha messo alle corde l’UE.  E se invece la Merkel volesse ….

Agente Smith - dal film MATRIX

Agente Smith – dal film MATRIX

distrarre l’opinione pubblica dai problemi finanziari della sua Germania riunificata?

di Lamberto Colla – Parma, 12 luglio 2015 –

“Come può uno scoglio arginare il mare” si chiedevano Mogol e Battisti negli anni settanta e oggi ci chiediamo come possa verosimilmente la piccola Grecia creare tanto scalpore e imbarazzo in Europa.

Un Paese di poco più di 11 milioni di abitanti (quindi la nostra Lombardia), la metà dei quali concentrati a Atene, per non avere ubbidito alle teutoniche (è proprio il caso di dirlo) regole europee ha portato lo scompiglio in seno ai parlamenti UE riscaldando gli animi di quasi tutti gli eurodeputati. E’ sembrato di rivivere i giorni in cui Berlusconi diede del “Kapò” a Martin Schulz (correva l’anno 2003), quell’eurodeputato che, guarda caso, è l’attuale Presidente del Parlamento Europeo.

Una voce così fuori dal coro, gli euroburocrati e gli europolitici, non erano abituati ad affrontare,  non essendo stati stati programmati per l’opzione “disobbedienza”.  Così gli UEmanoidi  sono andati in “Tilt” e il loro capo,  la portinaia del condominio europa Angela Merkel, subito dopo l’esito del voto greco ha cercato rifugio nell’amichetto del cuore, Francois Hollande,  dimostrando di essere proprio alla frutta!

Chissà cosa si saranno detti e quali strategie avranno approntato per quest’europa nella quale, giorno dopo giorno, si vede montare la protesta. All’Austria (261.000 firme raccolte nella petizione popolare quando ne sarebbero state sufficienti 100.000), sembra voglia aggiungersi anche la Slovenia e comunque i vari focolai antieuropeisti, distribuiti in almeno 16 Paesi,  hanno ripreso vigore.

Dopo le “gesta” di Tsipras e Varoufakis, anche i più pecoroni hanno ripreso coraggio tornando a alimentare un sentimento antieuropeista facendo facilmente presa su quella fascia di popolazione, peraltro sempre più ampia, scontenta della propria posizione economica e che non nutre più alcuna speranza per il futuro. Un sentimento montante pericoloso  che rischia la disgregazione dell’Europa minando i principi di pace e libertà che furono le fondamenta sulle quali si costruì il condominio  europeo.

Ebbene oggi, in forza di una mandria di politici presuntuosi, ottusi, probabilmente al soldo delle multinazionali più spregiudicate, ostinati a muovere la politica attraverso le leve finanziarie piuttosto che ricercare le soluzioni finanziarie per realizzare progetti politici e sociali, quest’Unione Europea a trazione Merkel, rischia di sciogliersi come neve al sole riportando la lancetta dell’umanità indietro di molti decenni.

E’ gravissimo, a mio personalissimo giudizio, non aver trovato, in tempi rapidi, una soluzione per la “piccola” Grecia e dimostra per l’ennesima volta, al di là delle indubbie responsabilità dei vari governi ellenici, l’inconsistenza dei negoziatori e la scarsa lucidità politica dei rappresentanti del governo europeo.

Una incapacità già ampiamente dimostrata con la crisi degli immigranti e che, sinceramente, non vorrei misurare con l’Isis.

L’Unione Europea non si tocca ma le donne e gli uomini che la conducono sarebbe il caso di estrometterli e che ai nuovi venga assegnato il compito di reimpostare la politica restaurando i vecchi e sani principi che furono dei costitutori a partire dal Trattato di Roma del 1957.

Già in altre circostanze avevo sostenuto che la Germania, probabilmente con la complicità di qualcuno, avesse nascosto qualcosa tra le righe dei suoi bilanci.  E la conferma comincia a affiorare da oltreoceano passando dai circuiti web ma nella totale indifferenza dei media più accreditati, le TV nazionali.

Una casermetta esplosiva ripiena di 54,7 trilioni di euro in prodotti derivati (i famosi prodotti finanziari “tossici”) sarebbero detenuti dalla Deutsche Bank (DB).  Una somma che equivale a 20 volte il Pil tedesco, che è di 2,74 trilioni e almeno a cinque volte il Pil dell’intera Eurozona, che è di 9,6 trilioni. Lo scrive il giornale Usa online zerohedge.com. Però nonostante questa situazione, nessuno ne parla mentre si fa un gran parlare della pesantissima questione greca come se si volesse addossare, solo a altri, la responsabilità di una politica europea inconsistente, egoista e esageratamente sbilanciata verso gli interessi della  Germania targata Angela Merkel. Donna forte e intelligente ma che, probabilmente, si è fatta prendere troppo la mano rischiando ora di trascinare la sua Germania unita e l’Europa, che di questa riunificazione si è addossata tutti gli oneri, verso un pericoloso burrone.     

  

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