Tra speculazioni e “bolle” i mercati tendono al rialzo

Soia_pianta_cibusIl clima di incertezza sulle sorti della Grecia sta avendo ricadute anche sui mercati agroalimentari.

E i fondi continuano  a  fare da  padroni.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 14 luglio 2015 –

Molti gli appigli a disposizione degli speculatori per operare con spregiudicatezza. Dapprima fu la tempesta tropicale “Bill” che ha investito gli USA nelle scorse settimane in contemporanea a El Nino che ha investito l’emisfero australe, quindi è la volta della “Bolla di Calore” che sta imperversando in Europa in concomitanza con la crisi greca e da ultimo il rischio estremo di una bolla finanziaria che possa colpire le borse asiatiche, Pechino soprattutto.

Nonostante le previsioni sui consumi non diano indicazioni su  aumenti di domanda e i raccolti si prospettino comunque positivi, le borse stanno andando verso il rialzo ovvero in controtendenza rispetto alle logiche aspettative.

Venerdi 10 luglio 2015

SEMI luglio 1037,60 (+31,4) ag 1026,20 (+29,4) sett 1017,20 (+29,2)

FARINA luglio 364,00 (+13,2) ag 355,10 (+11,3) sett 351 (+11,4)

OLIO luglio 32,27 (+0,67) ag 32,37 (+0,68) sett 32,44 (+0,69)

CORN luglio 421,20 (+5) sett 428,60 (+4,2) dic 439 (+4,6)

GRANO luglio 572,20 (0) sett 578,00 (+0,4) dic 586 (+1,2)

Aumenti sono stati registrati anche lo scorso lunedi 13 luglio con i Semi a +5,60, la farina a +2,0, il corn a +9,0 così come pure il grano +9,00.

  USDA 13/7 USDA 13/6

ARGENTINA:

CORN 25,00 25,00

SOIA 60,00 59,50

BRASILE:

CORN 82,00 81,00

SOIA  94,50 94,50

Molto probabilmente gli operatori avranno un po’ di rimpianti considerando che, solo un mese fa, la farina di soia (12-18 mesi) quotava tra 340 e 350 euro a tonnellata sui porti e la convinzione generale era che il mais fosse lontano da rischi speculativi come invece poi si sono manifestati.

Tre le ragioni plausibili per giustificare la bolla speculativa in corso:

  1. monetaria: determinata dalla svalutazione dell’euro
  2. meteo: La bolla di calore che sta investendo il vecchio continente sta generando diffusi timori sui prossimi raccolti;
  3. con la chiusura del semestre tutti i grandi operatori sono entrati nel mercato a coprirsi sull’ultima trance prima del raccolto Luglio – Agosto

In ogni modo, se una logica ancora esiste, la bolla non dovrebbe tardare a sgonfiarsi.

Indicatori internazionali 10/7/2015-

l’Indice dei noli è risalito a 853, il petrolio è sceso 54,00 dollari al barile e il cambio €/$ si aggira intorno a 1,11084.

MP10lug15


Mario Boggini
– esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) –  –
Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore. Si prega di non inoltrare ad altri tale informativa se non previo accordo con lo scrivente.(*) Noli
– L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

Officina Commerciale Commodities srl  – Milano

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