Glifosate e Celiachia, una relazione pericolosa

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Una ricerca statunitense ha messo in relazione l’uso e abuso di Glifosate nella coltivazione dei cereali e l’incremento dei disturbi celiaci.

di Virgilio Parma, 14 agosto 2015

La celiachia, ovvero l’intolleranza al glutine, è una malattia che negli ultimi anni ha avuto un incremento esponenziale negli ultimi 15 anni nonostante l’alimentazione a base di cereali sia consolidata da qualche millennio.

Gluten Free è la frase che ha preso possesso nei menù dei ristoranti e nelle sempre più aste gamme di prodotti dedicati a soggetti che, in misura più o meno grave, sono intolleranti al glutine. 

Non una moda alimentare del nuovo millennio ma una reale necessità per i tanti, giovanissimi e adulti che si ritrovano, sempre più numerosi a convivere con la Celichia.

Forse, si diceva, il genere umano si alimenta di cereali da circa 12.000 anni ma la rilevanza sociale si è manifestata nell’ultimo ventennio e, logica vuole, che le cause fossero da ricercare nella modernità e quindi nelle coltivazioni agricole specializzate, connesse alla selezione genetica per arrivare sino agli OGM oppure alle tecniche di coltivazione sempre più intensive in certe aree geografiche o, molto più probabilmente, connesse a entrambe le cause citate.

Presumibilmente, a stimolare l’avvio della ricerca della dottoressa Stephanie Seneff, ricercatrice senior al Massachusetts Institute of Technology (MIT), è stata proprio l’osservazione di questa rapida diffusione della malattia.

E’ così che la ricercatrice avrebbe scoperto che da una quindicina d’anni gli agricoltori americani, hanno preso l’abitudine di irrorarle di Glifosate  e  in particolare dal prodotto Monsanto Roundup® immediatamente prima della mietitura. Una pratica che consentirebbe di aumentare la resa in prodotto con grande vantaggio dal punto di vista economico per l’agricoltore.

prova a spiegare la Seneff, “le brattee  protettive  si frantumano, la spiga muore, e con l’ultimo sospiro, rilascia i chicchi” che altrimenti resterebbero attaccati nel resti della spiga ancor umida. L’aumento di resa, per quanto non sia enorme, ma è comunque importante per coltivatori sempre alle prese con problemi di marginalità e liquidità. Inoltre, il disseccamento facilita la mietitrebbiatura, fase industriale perlopiù esternalizzata, consentendo perciò di anticipare l’operazione agevolando la programmazione dei contoterzisti.

L’estremizzazione dell’agricoltura statunitense, ormai esclusivamente orientata alla monocoltura, ha condotto a utilizzare pratiche agronomiche anch’esse sempre più estreme per combattere da un lato la resistenza alle malattie e la riduzione della produttività dei terreni.

Che esista una relazione tra lo spregiudicato utilizzo di glifosate e la diffusione della celiachia ormai è fuori dubbio e lo studio della dottoressa Senef e del suo collega Anthony Samsel, pubblicato già nel 2013 sulla rivista “Interdisciplinary Toxicology”, ne è la scientifica riprova.

Per approfondire la conoscenza è possibile consultare l’articolo in questione “Glyphosate, pathways to modern diseases II: Celiac sprue and gluten intolerance” del quale, a seguire, offriamo una traduzione del summary.

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Summarytraduzione

La malattia celiaca, e, più in generale, l’intolleranza al glutine, è un problema crescente in tutto il mondo, ma soprattutto in Nord America e in Europa, dove si stima che il 5% della popolazione ora soffre. I sintomi includono nausea, diarrea, eruzioni cutanee, anemia macrocitica e depressione. Si tratta di una malattia multifattoriale associata a numerose carenze nutrizionali, nonché le questioni riproduttive e aumento del rischio di malattie della tiroide, insufficienza renale e cancro. Qui, proponiamo che il glifosato, il principio attivo di diserbante, Roundup®, è il fattore causale più importante in questa epidemia. Esposizioni prolungate al glifosato sviluppano problemi digestivi che ricordano della malattia celiaca. La malattia celiaca è associata a squilibri nei batteri intestinali che possono essere spiegate dai noti effetti di glifosato sui batteri intestinali. Caratteristiche del punto celiachia a diminuzione in molti enzimi del citocromo P450, che sono coinvolti con disintossicante tossine ambientali, l’attivazione della vitamina D3, catabolizing vitamina A, e il mantenimento di produzione e di solfato acidi biliari forniture per l’intestino. Il glifosato è noto per inibire enzimi del citocromo P450. Carenze di ferro, cobalto, molibdeno, rame e altri metalli rari associate alla malattia celiaca può essere attribuito a forte capacità di glifosato di chelare questi elementi. Carenze di triptofano, tirosina, metionina e selenometionina associati con nota esaurimento partita di malattia celiaca glifosato di questi aminoacidi. Pazienti celiaci hanno un aumentato rischio di linfoma non-Hodgkin, che è stato anche coinvolto in esposizione al glifosato. Problemi riproduttivi associati alla malattia celiaca, come infertilità, aborti spontanei, e difetti di nascita, possono essere spiegati da glifosato. Residui di glifosato in grano e altre colture sono probabilmente in aumento di recente a causa della crescente pratica di coltura essiccazione appena prima del raccolto. Noi sosteniamo che la pratica della “maturazione” di canna da zucchero con glifosato può spiegare il recente aumento di insufficienza renale tra i lavoratori agricoli in America Centrale. Concludiamo con un appello ai governi per rivedere le politiche in materia di sicurezza dei residui di glifosato negli alimenti.

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