Apocalisse

UE_LuttoIn fuga dall’inferno. Una crisi migratoria senza precedenti. La doppia responsabilità del’Europa: dai bombardamenti all’accoglienza, l’UE ha mostrato i lati peggiori di questo continente che da culla delle civiltà sta rapidamente virando a culla delle inciviltà.

di Lamberto Colla – Parma, 6 settembre 2015 –

Dal giorno in cui tutti popoli dell’Unione Europea festeggiarono, in contemporanea, l’introduzione dell’Euro a oggi sembra sia trascorso qualche secolo invece di soli 13 anni.

Era il primo gennaio 2002. Sembrava venisse realmente suggellato il definitivo processo di integrazione di diversi popoli che, solo poco  meno di sessant’anni prima, si erano confrontati con le armi.  La moneta unica europea che avrebbe dovuto fare da catalizzatore delle politiche comuni, faceva finalmente il suo ingresso trionfante nei salotti buoni della finanza

Alla mezzanotte di tredici anni fa i fuochi artificiali illuminarono il cielo della Banca Centrale Europea a Francoforte; il Pont Neyf a Parigi venne illuminato di blu con 12 raggi di luce che simboleggiavano le dodici nazioni in cui l’Euro era divenuto la valuta corrente. Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica, spendeva i suoi primi 154 centesimi di euro per pagare due caffè, uno per sé e uno per la moglie al Caffé Gambrinus di Napoli e il Presidente della Commissione Europea Romano Prodi, a Vienna, comprava un mazzo di rose per la moglie Flavia. Pagando in euro, ovviamente. Le abitudini di spesa cambiavano, quella notte, per 300 milioni di persone.

Dopo Shenghen, l’introduzione della moneta unica rappresentava l’ultimo passaggio per condurre l’UE verso quell’unificazione capace di fare definitivamente dimenticare gli orrori delle due guerre mondiali e con la forza del collettivo  porsi come autorevole interlocutore internazionale ergendosi quindi a grande superpotenza.

Su Repubblica, Ezio Mauro scriveva un’editoriale che pur celebrando l’importanza dell’evento metteva in luce le debolezze con le quali l’Euro faceva il suo ingresso nella buona società elencando quelle previsioni che poi non si sono realizzate:

“La moneta appare nuda perché nasce senza uno Stato che possa batterla, senza un esercito che sappia difenderla, senza un governo che riesca a guidarla, e infine senza un sovrano capace di rappresentarla e politicamente di “spenderla” nel mondo. Ma la stessa moneta creerà da sola, e impetuosamente, identità europea, coscienza comune, sovranità.”

Solo 5 anni dopo si manifestarono  i primi effetti negativi di una operazione venuta alla luce senza il reale consenso politico e senza una chiara e forte politica condivisa. E’ il 2007 e fa il suo ingresso in scena una crisi finanziaria senza precedenti alla quale segue quella economica   che tutto travolge, compresi i valori etici, e aprendo le porte a spinte nazionaliste e arroganze imperialiste che sembravano sopite. Invece, come un cancro, il male si è infiltrato a tutti i livelli andando rapidamente a distruggere, negli otto anni successivi, quanto costruito nei 50 anni precedenti falcidiando i Paesi Euro (da 12 a 19 con il regno Unito sempre fuori) e il sogno di identità europea, di coscienza comune e sovranità tanto auspicata da Ezio Mauro.

Il culmine però si è raggiunto con la questione mediorientale e del nord africa. Dalla complicità nei bombardamenti in Iraq ai diretti bombardamenti in Libia, dal non intervento (politico) in Siria alla posizione sanzionatoria e di appoggio militare della questione Ucraina – Russia, l’Europa è riuscita a esprime il peggio e il contrario delle aspettative di ciascuno di noi.

L’effetto di questa antipolitica europea l’abbiamo davanti a noi tutti i giorni con popolazioni intere che spingono alle frontiere degli Stati membri capaci di respingere, murare da un lato o accogliere e lasciare transitare senza ordine dall’altro migliaia di disperati in fuga dagli inferni creati dal mondo occidentale (USA e Europa).

Il risultato è morte e distruzione. Dapprima furono le carrette del mare a portare sul vecchio continente attraverso il più vicino approdo, l’isola di Lampedusa barconi di profughi.

Un fenomeno che da quel giorno si è mostrato  in costante evoluzione e che l’Ue non ha assolutamente voluto osservare lasciando all’Italia il compito di soccorre e arginare, malamente, quei primi anni di esodo. Il mediterraneo è perciò diventato un cimitero accogliente per migliaia di bambini, donne e uomini in fuga dai territori di guerra ma ancora nulla. L’Ue è sorda e, oltre a deridere l’Italia, non promuove nessuna azione di analisi e previsione del fenomeno nè tantomeno delle politiche condivise per intervenire e arginare questo esodo biblico che si stava annunciando e impietosamente materializzato a metà estate alle frontiere orientali e del sud europa prendendo alla “sprovvista” coloro che hanno la presunzione di governare l’UE.

Ormai la pressione umanitaria alle frontiere è incontenibile e non ci sono nè muri, nè filo spinato nè cordoni militari in grado di arrestarla  e è di poche ore fa la dichiarazione del Pentagono che il fenomeno migratorio non si arresterà prima di vent’anni.

Un fenomeno fuori controllo come fuori controllo è la lucidità delle donne e degli uomini di governo.

Basti pensare che il premier Cameron nell’arco di 48 ore ha dichiarato la chiusura delle frontiere anche per gli europei sneza lavoro e in seguito ha affermato la disponibilità illimitata ai richiedenti asilo, altrettanto la Merkel prima mette in discussione Shengen e il trattato di Dublino poi chiede il sostegno di tutti a favore dell’Italia che non può essere lasciata sola sul fronte sud.

Ora è tardi per una politica estera e dell’accoglienza. Al massimo si potranno arginare e prevenire effetti ancor più nefasti ma niente più.

E pensare che il preambolo alla carta dei diritti dell’uomo del 2000 annunciava che “l’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà; (…) Essa pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell’Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.”

Profughi_dramma_la-prima-pagina-shock-del-manifesto (1)E invece è l’apocalisse e il simbolo di questo sta nell’immagine di copertina del Manifesto e dal suo titolo, discutibile ma sicuramente d’effetto e comunque in sintonia con il cinismo europeo, che accompagna  l’immagine: “Niente Asilo”.

Già, niente asilo per quel bimbo, dell’apparente età di tre anni, con i calzoncini blu e maglietta rossa che a faccia in giù sembra dormire sulla spiaggia turca.

Calzoncini blu e maglietta rossa sono una divisa per i bambini di quell’età che dovrebbero solo pensare a giocare, mangiare e rincorrere le coccole dei genitori e dei nonni e invece…

D’altra parte è sempre stato così abbiamo fatto finta di non accorgerci delle miserie dell’altro mondo e ora che approdano sulle coste e spingono ai confini di stato si ergono barriere e si dà in isteriche escandescenze solo perchè la miseria non la si osserva più ma la si tocca con mano.

Mi auguro che il sacrificio di quel bimbo abbia realmente smosso le coscienze dei grandi della terra e chissà che un giorno si possa scoprire che il nome di quel bimbo fosse Salvatore.

Possa oggi Salvatore correre e giocare spensierato in Paradiso raccogliendo per sempre quanto in terra gli è stato negato.

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